Elezioni politiche Australia 2016: testa a testa tra Conservatori e Laburisti

Elezioni politiche Australia 2016. Il premier uscente Turnbull appare leggermente favorito

Oggi, 2 luglio 2016, si vota per il rinnova del Parlamento federale in Australia. Non accadeva da trent’anni che gli elettori fossero chiamati contemporaneamente al rinnovo delle due Camere.

A competere sono la coalizione di centro-destra, che comprende liberali, liberali-nazionali e nazionalisti, e il centro-sinistra con il Partito Laburista. Il leader dei conservatori è l’attuale Primo ministro, Malcolm Turnbull. I progressisti, invece, sono guidati da Bill Shorten. Ci sono poi altri “partitini”, che non hanno alcuna speranza di vittoria, ma che potrebbero essere fondamentali per gli equilibri del nuovo Senato. Evidenziamo, a tale riguardo, che il sistema elettorale del paese più grande dell’Oceania garantisce una maggioranza più ampia alla Camera bassa.

Le urne sono state già chiuse negli Stati più popolosi, considerati decisivi per la vittoria finale. Gli exit poll delineano una situazione molto incerta. Gli ultimi sondaggi pre-elettorale davano Turnbull leggermente in testa. Tuttavia, l’instabilità che ha segnato il sistema australiano negli ultimi anni potrebbe condurre a delle sorprese.

Le ultime consultazioni in Australia si erano tenuto nel 2013. In quell’occasione, i conservatori, capeggiati da Tony Abbott, vinsero in maniera netta. Il governo Abbott, però, ha perso la fiducia dei liberali lo scorso anno, e così è diventato premier Turnbull.

Turnbull non è riuscito, però, a completare il suo mandato. Il Senato, a distanza ravvicinata, ha rigettato per due volte una norma che contemplava il ripristino dell’Australian Building and Construction Commission, ente di sorveglianza nel settore delle costruzioni. La doppia bocciatura di una legge nel giro di tre mesi, in Australia, può condurre all’indizione della “double-dissolution election”. E così è stato.

La campagna elettorale ha visto come temi principali l’economia, l’immigrazione e i cambiamenti climatici. Come scrive Bloomberg, si è discusso in particolare degli investimenti nel settore minerario, in una fase in cui le finanze pubbliche incominciano a registrare un buco preoccupante.

Turnbull pensa che la crescita economica non possa essere più strettamente legata all’industria mineraria. Per questa ragione, ha proposto tagli fiscali per le imprese private e una riforma delle pensioni. Shorten, per parte sua, ha insistito su nuovi investimenti nell’istruzione e nella sanità. E si è speso molto anche sulle questioni connesse ai cambiamenti climatici.

Segnaliamo che il sistema di voto australiano è singolare. Innanzitutto, c’è il voto obbligatorio: “compulsory vote”. Se l’elettore decidesse di non presentarsi alle urne rischia una pena detentiva.

In secondo luogo, non si può esprimere una sola preferenza. I cittadini devono stilare una classifica sulla scheda elettorale, che tenga conto di tutte le formazioni in competizione. Più si è in alto nella lista più seggi si ottengono. Infine, rimarchiamo che alla Camera si eleggono i rappresentanti con sistema uninominale maggioritario, mentre al Senato vige il proporzionale, che si fonda sulle preferenze espresse nei singoli Stati.

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