Il partito laburista britannico sfiducia il leader Jeremy Corbyn

Effetto della Brexit.

La Brexit sta creando sconquassi imprevisti nel mondo politico britannico, anche al di là di quelli facilmente preventivabili. Il principale effetto collaterale è ovviamente la ribellione della Scozia, che non accetta di essere “cacciata” dall’Europa contro la sua volontà (due terzi degli scozzesi si sono espressi contro la Brexit) e probabilmente cercherà un modo di restare all’interno dell’Ue, foss’anche chiedendo un altro referendum per uscire dal Regno Unito.

Altro effetto imprevisto è la sfiducia che il partito laburista ha votato ieri contro il leader Jeremy Corbyn. Com’è possibile? Corbyn è leader dei laburisti da meno di un anno (è stato eletto nel settembre 2015) ed è stato fino a oggi considerato come protagonista di quella new wave socialista che si sta facendo sentire un po’ ovunque (Syriza, Sanders negli Usa, Podemos in Spagna) ma che non sembra in grado di rivoluzionare il panorama.

Forse Corbyn paga un po’ la disillusione che già inizia a crearsi attorno a questa corrente; ma probabilmente paga soprattutto lo scarso impegno di cui è stato accusato nella campagna elettorale per il referendum, in cui ha rifiutato in tutti i modi di sostenere il premier conservatore Cameron nella sua battaglia e in cui, dicono tanti, non ha mostrato sufficiente impegno. Forse anche perché, sempre secondo i rumors, in cuor suo non era poi così contrario all’uscita del Regno Unito.

Come che sia, il leader è stato sfiduciato dall’80% dei deputati laburisti (172), mentre solo una quarantina è ancora disposta ad accordargli la fiducia. Corbyn, comunque, ha fatto sapere che non intende dimettersi.

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