Forza Italia: il successore di Berlusconi è Giovanni Toti?

Grandi manovre in casa Forza Italia.

Com’era inevitable che fosse, l’operazione a cui il quasi ottuagenario Silvio Berlusconi si è da poco sottoposto segna anche la fine della sua carriera politica più attiva. Sempre che il Cavaliere non decida, ancora una volta, di ribellarsi all’età e di rimandare un passo indietro atteso da anni.

I segnali che arrivano in questi giorni, d’altra parte, fanno proprio pensare che il momento sia giunto: il licenziamento del cerchio magico a opera di Marina Berlusconi è infatti solo il primo passo verso una rivoluzione che dovrebbe portare Berlusconi a rivestire il ruolo di padre nobile e a consegnare il partito nelle mani di uomini fidati dalla consolidata esperienza e provata fedeltà, non solo nei confronti del capo, ma anche dell’azienda.

A questo punto, ovviamente, il prossimo passo è quello che riguarda la designazione del leader di partito. Negli ultimi anni sono stati fatti vari tentativi di trovare il nome giusto, senza che si riuscisse a ottenere alcun successo (vedi il “tradimento” di Alfano). Tra i tanti nomi che circolano, però, ce n’è che sembra avere più senso di altri ed è quello di Giovanni Toti. Scrive Repubblica:

Con ogni probabilità, stando ai ragionamenti che l’ ex presidente del Consiglio condivide con Niccolò Ghedini e con Fedele Confalonieri – oltre che ovviamente con la primogenita Marina, gli altri figli, suo fratello Paolo e la fidanzata Francesca Pascale – resta Giovanni Toti, governatore della Liguria, l’ uomo con più chance di raccoglierne il testimone. «Ha un buon carattere che piace a Silvio, anche se nelle ultime settimane – raccontano a Roma nell’ entourage dell’ ex premier – si è lasciato coinvolgere nella rete ‘secessionista’ di Romani e Gelmini».

Sarebbe quindi Toti il designato a scalare il partito, congiure e fronde permettendo. E toccherebbe a lui anche cimentarsi nell’ impresa di riunire le varie anime della diaspora: quindi l’ agenda immaginata dalla suite del San Raffaele prevede una ripresa di dialogo con Alfano e l’ Ncd, un tentativo di ricucitura con Ala di Verdini, oltre che con gli ex dc Fitto e Casini.

Giovanni Toti, quindi. L’uomo designato successore già nel dopo-Alfano, ma che era poi finito nel dimenticatoio per l’evidente scarso carisma e poca presa sugli uomini di partito. Il mezzo miracolo che gli è però riuscito in Liguria (grazie soprattutto alle bestialità commesse dal centrosinistra) deve aver riportato le sue quotazioni in alto. Soprattutto, la sua fedeltà al capo e anche all’azienda dev’essere sicuramente apprezzata da Marina.