Brexit, i Paesi fondatori Ue chiedono tempi rapidi per uscita Gran Bretagna

Vertice straordinario convocato a Berlino per fare il punto sul futuro della UE: accelerata per l’uscita di Londra.

I ministri degli esteri dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, oltre all’Italia Germania, Francia, Olanda, Lussemburgo e Belgio, si sono riuniti a Berlino su invito di Angela Merkel in un vertice convocato per fare il punto sulla situazione post Brexit, dal quale è emersa chiaramente la necessità che le trattative per l’uscita della Gran Bretagna si svolgano rapidamente per evitare una lunga fase di instabilità.

Nelle dichiarazioni finali i ministri dei governi dei paesi fondatori dell’UE hanno dichiarato di voler intraprendere un percorso di autocritica anche politica su quanto avvenuto, nel quale ci si dovrà interrogare sulle cause alla base del diffuso malcontento nei confronti delle istituzioni europee, malcontento che è percepibile in buona parte del continente.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault ha spiegato che ora le elezioni in Gran Bretagna saranno il prossimo passo, spiegando che “c’è una certa urgenza […] ne va dell’interesse dei britannici e degli europei che il periodo di incertezza non sia lungo”. Il segnale dato dai ministri europei è quello di un’accelerazione sulle procedure di uscita di Londra dall’Unione e Angela Merkel ha sottolineato come il primo passo spetti alla Gran Bretagna.

Il rammarico generale per la decisione dei cittadini britannici sembra, almeno nella narrazione che l’UE fa di se stessa, aver compattato le sfilacciate cancellerie europee sulla necessità di intraprendere un nuovo percorso anche politico di unità transnazionale. Il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker si è mostrato inoltre molto critico della decisione del premier David Cameron di attendere tre mesi prima di lasciare di fatto l’incarico con tutto l’esecutivo.

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