Usa 2016, Bernie Sanders: “sosterrò Clinton ma non mi ritiro”

Perché Sanders sceglie di rimanere in corsa fino alla convention di Philadelphia?

Dopo la sconfitta in California, Bernie Sanders, per la prima volta, ha detto in maniera chiara che sosterrà Hillary Clinton alle presindenzilai del prossimo 8 novembre. Il senatore del Veromnt ha spiegato, durante il talk show della Msnab, ‘Morning Joe’, che ora è necessario impedire che Donald Trump conquisti la Casa Bianca. Tuttavia il politico socialista, vittorioso alle primarie, contro qualsiasi pronostico, in 22 Stati, per il momento non si ritira. Il suo obiettivo è quello di conquistare il maggior numero di delegati alla convention di Philadelphia.

Sanders ha detto esplictemente che voterà per Cliton, ma anche che non si ritirerà dalla corsa per le primarie perché la sua intenzione è quella di “lottare per fare il meglio possibile, e vincere più delegati possibili“. E ci ha tenuto a precisare che questa scelta non sarà elemento di divisione nel Partito Democratico: “parlate di divisione io penso a coinvolgere il popolo americano”.

“Bernie il rosso” vuole far acquisire peso politico a tutti quelli che lo hanno votato durante la campagna. Una volta ottenuto il massimo di rappresentanza possibile, chiederà certamente alla candidata democratica di insirire nel suo programma alcune delle proposte per cui si è battuto finora. Probabilmente aprirà una disucssione sulla paga minima oraria a 15 dollari per i lavoratori federali, sul rinnovo delle infrastrutture e sugli investimenti nelle università pubbliche.

E in effetti, la mossa di Sanders, a differenza di quello che dicono i suoi detrattori, potrebbe avvantaggiare Clinton. A tale riguardo, facciamo presente che un recente sondaggio di Bloomberg dice che il 45% di chi ha scelto il sentatore del Vermont in primavera, non voterà l’ex segretario di Stato in autunno. E circa il 22% di questi, pur di non votare l’establishment, sceglierà Trump.

Dunque, Sanders intende convincere i suoi elettori che la sua battaglia per un allargamento del welfare e contro le corporation e le élite della finanza potrebbe essere in parte sposata da Clinton. E proverà a farlo, da una posizione di forza, trattando fino alla fine con la sua competitor.

Su Trump poi, Sanders ieri ha usato parole molto nette:

“Affinchè Trump sia sconfitto farò qualsiasi cosa è questo il punto. Per il nostro Paese, sarebbe un disastro se fosse lui a essere eletto. Non abbiamo bisogno di qualcuno la cui pietra angolare consiste nell’intolleranza e negli insulti rivolti a messicani, latini o musulmani”

Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, Clinton avrebbe 13 punti di vantaggio su Trump. Ma la strada per la Casa Bianca è ancora lunga. Solo da settembre si entrerà nel vivo della campagna.

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