Siria, bombe al fosforo russe nei dintorni di Aleppo

In un video le immagini dell’utilizzo delle armi vietate dalla convenzione di Ginevra

Alcuni aerei da guerra russi potrebbero avere utilizzato bombe al fosforo nei dintorni di Aleppo. È questa la notizia che arriva dalla provincia della città siriana che in questi cinque anni e tre mesi di guerra ha subito i danni più ingenti. Il video postato ieri da Al-Masdar News mostra la caratteristica “illuminazione” delle bombe al fosforo che sono severamente proibite dalla convenzione di Ginevra per gli effetti devastanti che hanno sul corpo umano.

La notizia dell’utilizzo di bombe al fosforo è stata riportata anche dall’agenzia turca Anadolu secondo la quale i caccia russi avrebbero sganciato bombe al fosforo sull’ospedale di Anadan, situato a nord di Aleppo, e avrebbero lasciato cadere le bombe a vuoto su una fabbrica farmaceutica della città di Kafr Hamra, causando gravi danni in entrambi i casi.

Nessun importante organo di informazione occidentale sembra interessarsi alla notizia. Con il moltiplicarsi degli attacchi dell’Isis (o rivendicati dall’Isis a posteriori) in Occidente, la guerra in Siria è finita nel dimenticatoio.

Ma la guerra continua e da quello che mostrano le immagini delle bombe su Aleppo, la Russia sta facendo un utilizzo illegale di armi vietate dalla Convenzione di Ginevra (come accadde il 14 novembre 2004 a Falluja, in Iraq).

Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato le incursioni sulla via che da Aleppo porta alla provincia settentrionale di Idlib. L’obiettivo sono i gruppi di ribelli che si oppongono a Bashar al-Assad.

Dopo una posizione “attendista” nei primi due anni di conflitto, la Russia si è intestata il successo diplomatico di avere bloccato l’intervento americano dopo il presunto utilizzo di armi chimiche, da parte di Assad, nella strage di Ghouta dell’agosto 2013.

Dal 2015 Putin ha deciso di intervenire direttamente. Da allora ha messo in sicurezza il regime, ha creato una base permanente e ne sta progettando una a Palmira, dopo che dall’antica città del nord est è stata strappata all’Isis.

Con la forza la Russia di Putin si è ripresa in Medio Oriente spazi di egemonia che negli ultimi decenni – diciamo dagli anni Ottanta – si era vista erodere dallo storico avversario a stelle e strisce.

A livello propagandistico Putin ha venduto le sue incursioni sulla Siria come una lotta al terrorismo, ma più che una guerra contro l’Isis, quella di Putin sembra essere la prosecuzione di una storica alleanza con la famiglia Assad.

Nelle incursioni degli ultimi giorni, infatti, non sono stati colpiti territori in mano allo Stato Islamico, ma quelli in cui sono attivi l’Esercito siriano libero, Ahrar al-Sham e Al-Nusra – Al-Qaeda in Siria. E a pagarne il prezzo sono i civili.

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Video | Youtube/Al-Masdar News

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