Giornata Mondiale del Rifugiato: sono 65,3 milioni di profughi e rifugiati nel mondo

Oltre 65 milioni i rifugiati, di guerra, economici o ambientali, in tutto il mondo. Trend in aumento costante.

Oggi, 20 giugno 2016, si celebra la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’UNHCR (l’Agenzia delle Nazioni Unite per profughi e rifugiati), un’occasione per ricordare l’impegno internazionale per salvaguardare i milioni di persone che abbandonano il proprio Paese. Secondo un rapporto pubblicato oggi proprio dall’UNHCR sono stati 65,3 milioni i profughi e i rifugiati in fuga da conflitti e persecuzioni nel mondo nel 2015, quasi sei milioni in più rispetto all’anno precedente.

Secondo l’ONU oggi 1 persona su 113 è un richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato e che il numero di persone costrette alla fuga è più alto del numero di abitanti di Francia, Regno Unito o Italia; nel corso degli ultimi 10 anni il fenomeno si è certamente acuito (bisogna anche considerare l’aumento della popolazione mondiale e non prendere i dati come assoluti): fino a dieci anni fa infatti l’Agenzia Onu per i Rifugiati registrava circa 6 persone costrette a fuggire dalla propria casa ogni minuto. Oggi sono 24. I bambini rappresentano il 51% dei rifugiati del mondo nel 2015.

La guerra in Siria rimane la causa principale delle migrazioni forzate e delle sofferenze ad esse connesse. Alla fine del 2015 ha costretto quasi 5 milioni di persone all’esilio come rifugiati e ha dato origine a 6,6 milioni di sfollati interni. L’Africa subsahariana è stata la seconda regione con il maggior numero di migranti forzati, dopo il Medio Oriente e il Nord Africa.