Venezuela, la crisi economica è drammatica: code infinite per il cibo e saccheggi

La crisi in Venezuela continua a mordere: lunghissime code ai negozi per acquistare beni di prima necessità e economia in recessione.

Oltre alla drammatica crisi macro-economica che ha ridotto all’osso le magre finanze del Venezuela c’è una seconda emergenza, più palpabile e quotidiana, che il Paese deve affrontare: la crisi sociale. La svalutazione e l’inflazione galoppante hanno drammaticamente abbassato il valore del Bolivar e da mesi decine di migliaia di persone tutti i giorni affrontavano lunghe code davanti ai negozi per acquistare i beni di prima necessità.

Oggi, nella maggior parte del Paese, è difficile reperire farmaci, latte in polvere, farina, mais e i magri raccolti di quest’anno sono resi ancora più magri dalla prolungata siccità, interrottasi solo per un paio di giorni sotto una “bomba d’acqua” tropicale.

“Il presidente dice che c’è ancora cibo, ma noi stiamo morendo di fame, non c’è cibo. A casa mia abbiamo 3 bambini e non abbiamo niente, niente”

racconta una donna nel video di Askanews da Caracas in testa a questo post. Quello di Maduro è un vero e proprio braccio di ferro politico con l’opposizione in Parlamento, che ha raccolto le firme per un referendum che il Presidente cerca di procrastinare il più possibile per arrivare a fine mandato (scade nel 2018), e con i chavisti internamente al Partido Socialista. Dopo tre finestre di “stato d’emergenza” concesse a Maduro da gennaio a giugno dalla Corte Costituzionale, che ha ribaltato il voto del Parlamento, il presidente affronta a muso duro l’opposizione con dichiarazioni di fuoco mentre la popolazione venezuelana è quasi in preda al caos.

In molti quartieri di Caracas saccheggi e sommosse sono all’ordine del giorno e solo nell’ultima settimana la polizia ha arrestato 400 persone accusate di razzie in diverse città con decine di negozi assaltati e svuotati.