Movimento 5 Stelle: espulsa Raffaella Pirini. E problemi anche a Roma

Espulso il gruppo consiliare di Forlì. A Roma annullate le consultazioni per i candidati alle comunali.

di guido

Non c’è pace per il Movimento 5 Stelle. Quando Beppe Grillo ha detto “Chi non è d’accordo con me può andare fuori dalle palle” non stava esagerando, e così arriva la notizia di una nuova espulsione tra i grillini. Vittima stavolta è Raffaella Pirini, consigliera comunale di Forlì: con lei è stato cacciato dal movimento tutto il gruppo consiliare forlivese, a cui è stata tolta la certificazione del M5S.

Colpa della Pirini, che fa parte del Movimento dal 2009, è di aver preso le difese dell’altra epurata, Federica Salsi, in un’intervista a Radio 24 del mese scorso. In quell’occasione la Pirini aveva giudicato “di pessimo gusto” la battuta di Grillo sul “punto G” e aveva detto che i candidati a 5 stelle dovrebbero partecipare ai dibattiti televisivi. Immediata è arrivata l’espulsione dal movimento: la Pirini l’ha annunciata solo oggi dopo un mese di silenzio stampa in cui hanno cercato però di ottenere risposte da Grillo, inutilmente.

In realtà, nella raccomandata degli avvocati di Grillo, la lista DestinAzione Forlì viene accusato di aver usato il marchio dei 5 stelle senza aver ottenuto ancora la relativa certificazione, visto che DestinAzione Forlì è nato prima del M5S. Ma, a detta della Pirini, tutte le altre liste civiche nella stessa condizione sono state certificate, e quelli di Forlì sono gli unici ad aver avuto la diffida a utilizzare il marchio.

Ma i tumulti per i grillini arrivano anche in quel di Roma, in vista della formazione delle liste per le prossime elezioni comunali. Il consigliere del XVI Municipio Marco Giustini, escluso dalla candidatura a portavoce in Consiglio Comunale, ha scritto sullo spazio web del M5S di Roma per denunciare:

A Roma infatti, per paura delle infiltrazioni, e’ stato fatto un regolamento elettorale con cui praticamente le persone che sono state nominate candidati portavoce sono le stesse che hanno votato. Ed un piccolo gruppo autonominato di sette persone si e’ dato il ruolo di decidere discrezionalmente chi era candidabile secondo il principio della vecchia politica per cui “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”. A Roma e’ stata cioe di nuovo creata all’interno del movimento quella casta di politici che vogliamo abolire!

Cinquanta dissidenti hanno convinto alla fine lo staff del movimento ad annullare la consultazione come era stata pensata, e a trasferirla sul portale di Grillo come per le parlamentarie, ma Giustini continua a essere escluso per motivi di forma.