Etiopia e Eritrea a un passo dalla guerra. Ricominciano gli scontri al confine

La tensione è altissima nelle montagne al confine tra Etiopia e Eritrea. Si teme un nuovo conflitto dopo quello terminato nel 2000

Secondo quanto affermato dal governo di Asmara, l’Etiopia avrebbe lanciato un attacco contro le truppe eritree a Tsorona, città di confine a 130 chilometri a sud della capitale. La tensione è alle stelle e c’è la possibilità che tra i due Stati africani possa scoppiare un nuovo conflitto, dopo quello terminato nel 2000. A riportare la notizia degli scontri è anche il sito della Bbc.

“Il regime del Fronte di liberazione del popolo tigrino (Tplf ndr.) ha lanciato un attacco lungo il Fronte centrale di Tsorona. Obiettivo e conseguenze di questo attacco sono ancora da chiarire”, afferma in una nota il ministero dell’Informazione dell’Eritrea.

Per parte sua, Getachew Reda, ministro dell’Informazione etiope, ha subito replicato con un comunicato, nel quale viene denunciato che lunedì mattina, nell’area di Tsorona, a dare fuoco alle polveri sono stati gli eritrei: “le forze eritree hanno aperto il fuoco contro le nostre postazioni, in particolare sulle ambulanze civili. Noi abbiamo soltanto risposto”.

Ricordiamo che la guerra del 1998-2000, in cui hanno perso la vita dai 70 ai 100 mila soldati, è scoppiata per motivi territoriali. Ad essere contesa è stata la zona di Badme, villaggio assegnato all’Eritrea da una commissione dell’Onu. Inoltre, è rimasta aperta la questione dello sbocco sul mare, che Addis Abeba ha perso nel 1993.

Dalla fine della guerra, le tensioni non si sono mai spente. Tanto che Isaias Afewerki, presidente eritreo, ha reso obbligatoria e perpetua la leva militare nazionale. Inoltre, Eritrea e Etiopia continuano a fornteggiarsi anche in Somalia, dove Asmara è stata accusata di appoggiare i ribelli jihadisti di al-Shabaab, che continuano a colpire le forze di pace africane.

Infine, evidenziamo che all’inzio del 2016 il primo ministro dell’Etiopia, Haile Mariam Desalegn, ha dichiarato che il suo paese è pronto a intraprendere “un’azione militare proporzionata contro l’Eritrea” per frenare i “continui atti di provocazione e destabilizzazione verso l’Etiopia”.