Nato: “presto quattro battaglioni in Polonia e nei Paesi Baltici”

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, annuncia un nuovo dispiegmaento di forze ad est e un aumento delle spese per i Paesi membri

La Nato (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) implementerà la sua presenza nei Paesi Baltici e in Polonia, dispiegando “quattro robusti battaglioni”. Ad annunciarlo oggi, in conferenza stampa da Bruxelles, è stato il segretatrio generale dell’organizzazione, il norvegese Jens Stoltenberg.

La decisione potrebbe diventare esecutiva nel giro di un mese, in occasione del prossimo vertice di Varsavia. Intanto, domani, si riuniranno a Bruxelles i ministri della Difesa del Patto Atlantico per preparare nei dettagli l’accordo da sottoscrivere in Polonia.

Stoltenberg, oggi, ha fatto capire che il nuvo impegno della Nato nell’est Europa è un chiaro segnale alla Russia di Vladmir Putin. A tale riguardo, ha dichiarato “decideremo di schierare, a rotazione, 4 battaglioni multinazionali consistenti nei Paesi Baltici e in Polonia. Si tratterà di un chiaro segnale che la Nato è pronta a difendere tutti i suoi alleati”.

Tuttavia, il segretario generale ha anche precisato che c’è la volontà di proseguire su un doppio binario, che contempla la riapertura di un dialogo con la Russia: “non vogliamo scontri e neanche il ritorno alla Guerra fredda ma stiamo lavorando per organizzare un consiglio Nato-Russia prima del vertice di luglio, anche se non sono ancora in grado di stabilire la data”.

La volontà di riaprire il dialogo non è di certo favorita dall’esercitazione che è in atto in Polinia proprio in questi giorni. L’operazione, denominata “Anaconda“, vede impegnati nel paese dell’est Europa più di 30 mila uomini. A molti è sembrata un’iniziativa sproporzianta e provocatoria. Anche perché segue l’innaugurazione di sei nuove basi della Nato (Force Integration Unit) nei tre paesi Baltici (Lituania, Estonia, Lettonia) e in Romania, Bulgaria e Polonia.

Segnaliamo che Stoltenberg ha anche affermato che, nel 2016, ci sarà un aumento di 3 miliardi di dollari delle spese militari per i Paesi membri della Nato. “La crescita annua in misura reale sarà di circa dell’1,5%,”, ha dichiarato l’ex premier della Norvegia.

Da Mosca oggi non è arrivata ancora nessuna reazione. Ma le dichiarazioni dei primi di giugno del ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, fanno presagire un’escalation diplomatica, che pone le basi per scenari allarmanti: “Mosca ha il diritto sovrano di rispondere adeguatamente alle azioni induttive e di espansione della Nato verso altri Paesi”.