Forza Italia, dopo Berlusconi: Chi sarà il futuro leader?

Mentre i problemi di salute allontano Silvio Berlusconi dalla politica, appare ineludibile la scelta di una nuova leadership per il centrodestra

Chi prenderà il posto di Silvio Berlusconi alla guida di Forza Italia (o di un nuovo partito di centrodestra)? Il tema è stato discusso tante volte, ma alla fine l’ex presidente del Consiglio non ha mai voluto farsi veramente da parte. Ora, però, che è in un letto di ospedale, in attesa della sostituzione della valvola aortica, appare ineledubile affrontare la questione della “successione”. E i nomi in ballo sono molti.

“Papà non deve più salire su un palco”, ha dichiarato Marina Berlusconi. L’ex Cavaliere, c’è poco da fare, non potrà più occuparsi di politica in maniera attiva. Le strategie elettorali, i rapporti con il governo Renzi e con gli ex alleati di coalizione di centrodestra, diffcilmente potranno fare capo ancora a lui. Allora bisogna pensare ad una volta, politica innazituto.

Ci vuole un’ipotesi di unità del centrodestra che regga. Che metta insieme, in prima battuta, le varie anime di Forza Italia, i Conservatori di Raffaele Fitto, l’Ncd di Angelino Alfano e Ala di Denis Verdini. Ma l’impresa è complicata. Tanto i centristi, guidati dal ministro degli Interni, quanto i fuoriusciti capeggiati dal politico di Fivizzano hanno legato il loro destino a Renzi; e senza il “rottamatore” rischiano di scomparire nel giro di poco. E poi bisgonerà vedere anche su che basi ricostruire un rapporto con Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

I nomi che circolano per la leadership sono sempre gli stessi: Giovanni Toti, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Renato Brunetta e Paolo Romani. Si è aggiunto, in questi giorni, anche Stefano Paisi. Il candidato al comune di Milano ha saputo unire e potrebbe sfilare la poltrona di Palazzo Marino al Partito Democratico.

I rumor accreditano come favorite alla guida del centrodestra Carfagna e Gelmini, che nelle recenti amministrative a Napoli e a Milano hanno fatto il pieno di voti. Tuttavia, i sondaggi di gradimento nell’elettorato azzurro sono più favorevoli all’ex ministro della Pari Opportunità.

Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi: probabile che dopo l’estate ci sarà un’accelerazione sul tema. Se il referendum costituzionale dovesse vedere sconfitto Renzi ad ottobre, si aprirebbe una fase di instabilità, nella quale non ci si può far torvare impreparati. E le elezioni generali, in ogni caso, al massimo, avranno luogo nel 2018.

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