Raid al confine tra Siria e Iraq: Il “Califfo” Al-Baghdadi forse ferito

Fonti irachene dicono che il “Califfo” è stato colpito nel suo bunker. Intanto lo Stato Islamico è sempre più in difficoltà

Secondo fonti irachene sciite, riprese dalle maggiori testate internazionali, l’autoproclamatosi Califfo dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, sarebbe rimasto gravemente ferito da un raid statunitense al confine tra Siria ed Iraq. Il Pentagono, al momento, non si pronuncia. Ma, vista la difficile situazione in cui versano le milizie jihadiste, la notizia potrebbe essere fondata.

Ad essere bombardato, sarebbe stato il bunker del leader dell’Isis, ubicato tra la provincia di Ninive e quella di Raqqa. Ci troviamo in una zona controllata dalla tribù Shammar, che è stata fino ad oggi schierata in maniera incondizionata all’Isis.

Dopo l’uccisione del comandante ceceno delle formazioni armate dello Stato Islamico, Abu Omar al-Shishani, nella provincia di Hasakah, e di Abu Hayjaa al-Tunsi, comandante dei fronti di Aleppo e Manbij, gli americani sarebbero così riusciti a centrare l’obiettivo principale. Ricordiamo che i primi due potrebbero essere stati intercettati grazie a delle spie interne. Ciò trova dei riscontri nei recenti arresti ed esecuzioni di decine di militari dello Stato Islamico da parte del servizio di sicurezza interno, l’Amniyat.

Intanto le forze di al-Baghdadi sono sempre più vicine alla capitolazione. I bombardamenti russi hanno tagliato i rifornimenti alla città di Raqqa. Inoltre, l’esercito iracheno e le milizie sciite Hashd al-Shaab sono alle porte di Fallujah, che potrebbe essere ripresa nel giro di 15 giorni.

Per aumentare la pressione, gli Stati Uniti hanno spedito anche una seconda portaerei nel Mediterraneo, la Eisenhower, scortata da quattro cacciatorpediniere lanciamissili. Era dai tempi dell’invasione in Iraq, nel 2003, che non si registrava una presenza navale americana così forte.

Le cose non vanno meglio in Libia per le forze dell’Isis. Sirte, roccaforte dei jihadisti fedeli al “Califfato”, è sempre più isolata. Le truppe fedeli al premier Fayez Serraj hanno preso il controllo degli accessi marittimi della città.