Mondiali Rugby 2011: boom tra i giovani e le donne

L’International Rugby Board ha reso noti i dati sugli spettatori tv che hanno seguito l’ultima Rugby World Cup.

Attira i più giovani e affascina le donne. Il rugby si conferma uno sport in crescita e, soprattutto, uno sport che piace sempre di più al gentil sesso. A confermarlo i dati sugli spettatori che hanno seguito l’ultima Rugby World Cup in televisione.

A diffondere i numeri è stata l’Irb, che mostra come l’edizione neozelandese si sia confermata un grande successo televisivo – questo nonostante gli orari in Europa.

Il Mondiale di Nuova Zelanda è stato trasmesso in 207 Paesi, con 3.9 miliardi di spettatori nell’arco del mese e mezzo di torneo. In particolare è cresciuto del 6% il pubblico nella fascia d’età che va dai 5 ai 45 anni, cioé quella dei giovani. 

Ancora più importante è il dato sul sesso degli appassionati di rugby. Nel 1995 i Mondiali vennero seguiti da un 75% di uomini e un 25% di donne. Sedici anni dopo, invece, la forbice si è quasi annullata, con un 45% di pubblico femminile.

Incredibile, infine, l’audience per la finalissima tra All Blacks e Francia. In Nuova Zelanda praticamente ogni televisione era sintonizzata sulla palla ovale. Un 98% di share che non ha precedenti, mentre in Francia la partita è stato l’evento più visto dell’anno, con una media di 13,4 milioni di spettatori e uno share dell’82%.

Interessante anche il dato sulle nuove tecnologie. Sono stati ben 3,5 milioni gli utenti che hanno scaricato l’app ufficiale del torneo per smartphone e tablet.