Usa 2016, Trump nella bufera: gaffe su “sostenitore afroamericano” e su Muhammad Alì

Donald Trump sostiene di avere “un seguito tremendo tra gli elettori neri”.

Nonostante si stia preparando per l’ennesimo trionfo in California, dove ormai i suoi avversari alle primarie nemmeno lottano più, Donald Trump è oggi protagonista di un’ennesima bufera, scatenata da una battuta che ha fatto durante un comizio in vista del voto del 7 giugno, anche se, lo ricordiamo, lui ha già raggiunto il numero di delegati necessario per la nomination.

Mentre parlava a un pubblico di sostenitori californiani, infatti, Trump ha detto:

“Guardate il mio sostenitore afroamericano”

e questo è bastato per dare il via a un’altra polemica sul suo essere razzista. Secondo molti, infatti, Trump ha sbagliato a sottolineare e indicare la presenza di una persona di colore tra coloro che stavano assistendo al comizio e sarebbe l’ennesima dimostrazione dei suo atteggiamenti razzisti.

Trump cerca in tutti i modi (nella maggior parte dei casi palesemente sbagliati) di conquistare il voto della comunità afroamericana che per tradizione è democratica e in particolare molto più vicina a Hillary Clinton che a chiunque altro. Nonostante questo il magnate ha detto di avere “un seguito tremendo tra gli elettori neri”.

Ma oggi sono in molti a parlare di Trump anche per un altro motivo. Appresa la notizia della morte di Muhammad Alì, ritenuto uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, il tycoon ha espresso la sua tristezza su Twitter, scrivendo:

“Muhammad Alì è morto a 74 anni! Un campione veramente grande e un ragazzo straordinario. Mancherà a tutti”

Ma è ancora fresco il ricordo di come Muhammad Alì mise all’angolo Trump quando apprese che quest’ultimo sarebbe stato in corsa per la nomination repubblicana. Infatti lo scorso 9 dicembre 2015, l’ex pugile diffuse un comunicato stampa per rispondere a una delle proposte provocatorie di Donald Trump, quella di chiudere le frontiere degli Stati Uniti a tutti i migranti islamici. Ebbene, in quell’occasione Muhammad Alì scrisse:

“Parlo come qualcuno che certamente non è mai stato accusato di essere troppo ‘politicamente corretto’. Io sono un musulmano e non c’è niente di islamico nell’uccidere persone innocenti a Parigi, San Bernardino, o in qualsiasi altra parte del mondo. I veri musulmani sanno che la violenza spietata dei cosiddetti jihadisti islamici va contro gli stessi principi della nostra religione. Noi come musulmani dobbiamo resistere a coloro che usano l’Islam per portare avanti i propri programmi personali. Essi hanno alienato molti dall’imparare a conoscere l’Islam. I veri musulmani sanno o dovrebbero sapere che va contro la nostra religione provare a costringere qualcuno a convertirsi all’Islam. Credo che i nostri leader politici devono usare la loro posizione per sensibilizzare alla comprensione dell’Islam e chiarire che questi assassini hanno influenzato negativamente le opinioni dei cittadini su ciò che l’Islam è veramente”

Senza neanche nominare Trump, che lo inseriva in una lista di suoi “migliori amici” (che include anche molte altre star), Alì disse di voler prendere le distanze da candidati presidenziali che propongono il bando degli immigrati musulmani rendendo dunque evidente la sua opposizione al magnate che non osò nemmeno rispondere.

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