Silvio Berlusconi: “Il centrodestra tornerà primo”

“Non appena ci sarà concesso di tornare a votare”.

Una cosa va concessa a Silvio Berlusconi: non si arrende mai. Nonostante i cinque anni alle spalle siano decisamente tra i più difficili della sua lunga carriera politica, il Cavaliere non ha intenzione di cedere il passo e non ha nessuna intenzione nemmeno di ammettere di essere ormai il passato della politica del centrodestra in Italia. Da questo punto di vista, la lezione che gli è stata impartita a Roma da Meloni & Salvini non l’ha messo ko, tanto da decidere di ribellarsi alla nuova generazione appoggiando Marchini.

E, stando a quanto afferma nell’intervista concessa oggi a Libero, non lo preoccupa nemmeno il fatto che il suo partito, nei sondaggi, sia attorno al 10%:

Ci sono già stati deimomenti nei quali non Forza Italia, ma addirittura il PDL, è stato dato dai sondaggi poco sopra il 10%, all’epoca della segreteria Alfano. Poi quando sono tornato ad occuparmene direttamente, con ventitré giorni di campagna elettorale, i risultati delle elezioni 2013 hanno raddoppiato questa percentuale. Ma non è questo il tema vero. C’è stata un’emorragia di consensi dovuta a diverse cause. Le principali sono due: la delusione degli elettori, che hanno visto ribaltato ancora una volta il risultato elettorale – è stato il quarto “colpo di stato” indolore dal 1994 ad oggi – e il fatto che un’ignobile persecuzione giudiziaria ha tolto a Forza Italia il suo leader da parecchio tempo. Ho ripreso soltanto da poche settimane ad essere presente suimezzi di comunicazione, che d’altra parte sono tutti – salvo eccezioni sempre più scarse – schierati contro di noi.

Al di là della solita cantilena sui mezzi di comunicazione di sinistra, quello che va notato è come Berlusconi sia ancora convinto di essere in grado di risollevare le sorti del suo partito e della coalizione ritornando a occuparsi di politica a tempo pieno, cosa di cui peraltro sembra spesso non avere più alcuna voglia. Le parole d’ordine, comunque, sono sempre le stesse; così come la ricetta per conquistare i voti perduti:

Tuttavia non sono affatto pessimista. Gli elettori che ci hanno lasciato non hanno cambiato idea. Solo una parte di loro si è rifugiata in un voto di protesta legittimo, ma sterile.Gli altri hanno scelto di disertare le urne. A loro ci rivolgiamo, con persone nuove, idee nuove, i valori di sempre, la dignità della coerenza, spiegando loro che stare a casa e non votare significa proprio favorire tutto quello che vorrebbero combattere: l’immobilismo, la corruzione, l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria

Per tornare a vincere, però, c’è una e una sola strada: riunire un centrodestra al momento spaccato in due. Lo affermano da tempo anche i sondaggi, la coalizione Forza Italia-Lega Nord-Fratelli d’Italia avrebbe i numeri per lottare per la vittoria. Ma prima, appunto, bisogna riunire i cocci. E sarà difficile riuscirci finché Berlusconi sarà ancora convinto di essere il leader della coalizione:

Domenica prossima il centrodestra sarà la prima coalizione in molte città italiane. E lo sarà a livello nazionale quando finalmente agli italiani sarà concesso di far sentire la propria voce attraverso il voto

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