Gli speciali di Crimeblog: la Trattativa Stato-Mafia – Terza parte

(qui e qui la prima e la seconda parte dello speciale trattativa stato-mafia)La Strage di Via D’Amelio. Arriviamo al 19 Luglio 1992: alle ore 16,58 una Fiat 126 caricata con 100 kg di tritolo causò una violentissima esplosione in via Mariano D’Amelio a Palermo uccidendo Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Claudio Traina, Emanuela

di fabio



(qui e qui la prima e la seconda parte dello speciale trattativa stato-mafia)

La Strage di Via D’Amelio. Arriviamo al 19 Luglio 1992: alle ore 16,58 una Fiat 126 caricata con 100 kg di tritolo causò una violentissima esplosione in via Mariano D’Amelio a Palermo uccidendo Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Claudio Traina, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Eddie Walter Cosina. La sentenza è stata eseguita. Sul Corriere uno speciale che consente di mettere insieme i pezzi di cronaca dell’epoca, in cui si parla anche delle molte discrepanze della vicenda: gli uomini della scorta e Borsellino sapevano che Via D’Amelio era una strada a rischio, ancora di più in quel momento, ma le richieste preventive per la rimozione dei veicoli in sosta in quel tratto non fu mai accolta dal comune di Palermo.

La magistratura è riuscita a ricollegare definitivamente l’attentato a Borsellino come conseguenza del “dialogo” aperto dai carabinieri del ROS Giuseppe De Donno e Mario Mori con i vertici di Cosa Nostra attraverso Vito Ciancimino. La sentenza denominata “Borsellino bis” ha scritto nero su bianco che questa trattativa, come abbiamo già accennato, fu uno dei principali fattori esterni a Cosa Nostra che andarono ad interferire con i processi decisionali della strage. Secondo il pentito Giovanni Brusca l’eliminazione di Borsellino subì una brusca accelerazione sui tempi pianificati da Cosa Nostra perché rappresentava, in quel momento, un ostacolo alla trattativa tra alcuni pezzi delle istituzioni e l’associazione mafiosa. Borsellino diviene improvvisamente “bersaglio principale” perché viene a conoscenza di qualcosa che non avrebbe dovuto sapere.

Dalle dichiarazioni di Brusca:

“La strage del dottor Borsellino è per me per due motivi: una è per accelerare, due, che il dottor Borsellino poteva essere l’ostacolo, quello che poteva non garantire quelle trattative che erano state richieste e, quindi, un elemento di ostacolo… un elemento di ostacolo da togliere di mezzo a tutti i costi, visto che non era abbordabile con la corruzione o con qualche altro sistema”.

Per la strage la magistratura è arrivata ad una sentenza definitiva il 13 Febbraio 1999 condannando gli esecutori materiali ed i mandanti legati a Cosa Nostra tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Pippo Calo´, Antonino Nene´ Geraci, Pietro Aglieri, Nitto Santapaola e i fratelli Graviano, confermati anche nella già citata Borsellino Bis e nella Borsellino Ter in Cassazione, ma lasciando aperte ombre pesanti sulle entità esterne all’associazione mafiosa “in qualche modo interessati a condizionare i moventi e i ragionamenti dei malavitosi e\o in certe circostanze a svolgere una vera e propria opera di induzione al delitto” (sentenza d’appello Borsellino bis, cap. V).”

In particolare il capitolo V della Borsellino Ter individua tre moventi ben precisi che hanno portato all’accelerazione dell’omicidio di Paolo Borsellino: 1) l’intervista del giudice rilasciata a Fabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo in cui si parlava dei rapporti tra Cosa Nostra, Vittorio Mangano, Marcello Dell’Utri e Berlusconi. Da leggere la trascrizione integrale senza i tagli editoriali del video.

La tesi legata all’intervista è attualmente supportata anche dai giudici di Caltanissetta. 2) Il secondo movente è il già citato “ostacolo” di Borsellino alla trattativa, seguendo le dichiarazioni di Brusca. 3) la proposta di Paolo Borsellino quale candidato al posto di Procuratore nazionale antimafia dopo la morte di Giovanni Falcone. Risulta probabile che anche possibile che i tre moventi si siano intrecciati tra di loro nello stesso momento. Negli ultimi mesi le nuove verità provenienti dalle dichiarazioni del neo-pentito Gaspare Spatuzza stanno facendo cambiare rotta alle indagini.

Interessante ed illuminante questa intervista del fratello Salvatore che parla esplicitamente di Strage di Stato:

La strage di Via D’Amelio è politica, la trattativa va in porto e la mafia prende forza La mafia si fa Stato, e lo fa attraverso gli strumenti delle bombe e del dialogo, delle stragi e della trattativa. Paolo Borsellino ne aveva parlato il 25 giugno 1992, neanche un mese prima della sua morte, in quel famoso intervento all’interno della manifestazione organizzata da Micromega.

Dopo la morte di Borsellino in Parlamento si riaprono i lavori sul decreto antimafia, che però non fa arenare la trattativa in atto. Tutto quello che si sarebbe potuto sapere sulla trattativa attraverso le parole di Borsellino era scritto sull’ormai famosa agenda rossa del giudice, ma che non fu mai ritrovata e di cui parliamo nella parte successiva di questo speciale.

(continua…)
Strage di Via D\’Amelio – Attentato a Paolo Borsellino
Strage di Via D\'Amelio 1
Strage di Via D\'Amelio 2
Strage di Via D\'Amelio 3
Strage di Via D\'Amelio 4
Strage di Via D\'Amelio 5
Strage di Via D\'Amelio 6

Ultime notizie su Mafia

Tutto su Mafia →