Gérard Depardieu al servizio del Belgio, Hollande diplomatico, ma la Francia della grandeur si vergogna di uno dei suoi attori-simbolo

Cronistoria dell’affaire Depardieu, dall’arresto alla decisione di abbandonare la patria Francia che si vergogna.

di sara


Obelix sembra davvero pronto a porsi al sevizio di sua maestà, ma non è la stessa sovrana dell’ultimo film della saga di Asterix & Obélix, la cui uscita nelle sale italiane è prevista a metà gennaio, bensì la regina del Belgio, o almeno così lascerebbe presagire l’epilogo di uno degli affaire che sta scuotendo la Francia in questo periodo pre-natalizio. Ma andiamo con ordine perché Gérard Depardieu, attore-simbolo, nonché incarnazione cinematografica del barbuto e rotondo gallo dei fumetti, si trova al centro di una querelle piuttosto complessa, della quale vi illustreremo brevemente i principali episodi. Perché se l’attore le ha raramente mandate a dire, soprattutto negli ultimi anni, l’ultima vicenda nella quale è coinvolto potrebbe costargli buona parte della sua popolarità e la stessa nazionalità francese, che avrebbe deciso di abbandonare volontariamente a favore di quella belga.

Dall’arresto alla decisione choc di lasciare la Francia
Il caro Gérard, già protagonista di episodi poco edificanti, è stato infatti arrestato a fine novembre dopo aver provocato un incidente di scooter, ed esser risultato positivo all’alcool che scorreva a 1,8 grammi nel suo sangue verificato nei tradizionali controlli del caso. Da lì la situazione si è rapidamente aggravata con la dichiarazione dello stesso Depardieu, che ha affermato di voler rinunciare al passaporto francese e al regime di assistenza sanitaria nazionale.

I ministri indignati picchiano duro
Dichiarazioni alle quali hanno fatto seguito quelle del Primo Ministro Jean-Marc Ayrault, che non ha esitato e definire “squallida” una partenza evidentemente orchestrata per sfuggire al fisco, mentre il ministro del lavoro ha parlato in termini di “disfatta personale” per Depardieu, la titolare del dicastero della cultura ha invitato l’attore “a ritornare al cinema muto” e un deputato socialista è arrivato persino a suggerire di privare gli esiliati fiscali della loro nazionalità. C’è da dire che il fenomeno è ben radicato e molti volti celebri hanno già lasciato le terre d’oltralpe per trasferirsi (con i rispettivi patrimoni), nelle vituperate Svizzera e Belgio.

Il protagonista risponde con una lettera aperta al JDD (Journal du Dimanche) & Hollande esalta i contribuenti responsabili
La definizione di Ayrault non è andata giù a Depardieu che ha spiegato le sue ragioni in una lunga lettera al JDD nella quale ha elencato i motivi del suo sdegno citando anche alcuni episodi riguardanti il figlio scomparso. Con i toni ormai montati al massimo, il Presidente della Republica Hollande si è espresso per calmare le acque, esaltando la serietà dei contribuenti che partecipano al finanziamento dello Stato e ne sostengono la monumentale macchina sociale.

Non correre Gérard, tra la volontà e l’effettivo abbandono della nazionalità francese c’è di mezzo un bel mare
Perché se la procedura regolamentare di assimilazione alla Nazione Belga, necessita di almeno tre anni di costante e comprovata presenza sul territorio, esiste una variante per direttissima, approvata direttamente dal Parlamento locale in casi eccezionali, e destinata a personalità che si sono particolarmente distinte nel campo dell’arte, della scienza e della cultura, una decisione che se dovesse esser presa influirebbe negativamente sulle relazioni diplomatiche dei due paesi limitrofi.

Una farsa degna delle commedie più basse ed ignobili
Come confermano senza appello, le parole apparse sulla sezione “Denaro e Patrimonio” de Le Monde che inquadrano perfettamente (e spietataente) la situazione:

Due secoli fa, o appena un po’ di più, gli aristocratici francesi sceglievano l’esilio per sfuggire ai sans-culottes… e alla ghigliottina. Oggi, in altri tempi ed altri costumi, i (molto) ricchi scelgono l’esilio fiscale per sfuggire ad una tassazione che considerano assassina, o almeno “confiscatoire”. Gérard Depardieu fa parte della risma e, come spesso accade nei casi che coinvolgono un tale monumento del cinema francese, l’affaire ha assunto dimensioni incongrue. La sua volontà di risiedere in Belgio annunciata qualche giorno fa è priva di ambiguità: intende beneficiare della benevola fiscalità d’oltre-Quiévrain…

Via | lemonde.fr/argent