Elezioni Spagna 26 giugno 2016, i risultati: vince Rajoy, Podemos dietro al Psoe

Elezioni Spagna 2016: i risultati e l’analisi del voto del 26 giugno 2016.

27 giugno 2016 – I risultati definitivi delle elezioni 2016 in Spagna vedono una situazione simile al voto di dicembre.

Vince (senza maggioranza assoluta) il Partido Popular di Mariano Rajoy, premier uscente, che ottiene alla Camera 137 seggi contro i 123 di dicembre. Seconda forza il PSOE: i socialisti di Pedro Sanchez ottengono 85 deputati, 5 in meno rispetto a sei mesi fa. Unidos Podemos, che secondo gli exit poll era in forte crescita, si ferma a 72 seggi, solo 2 in più rispetto a dicembre. Il centro di Ciudadanos ha il calo più marcato: da 40 a 32 deputati.

La grafica El País con i risultati ufficiali (e il confronto con le elezioni 2015)

Festeggia Mariano Rajoy che dal balcone della sede del PP a Madrid si dice pronto a governare, forte del 33% totale dei voti. Per farlo bisognerà però riuscire a trovare un accordo con le altre forze politiche. La sola ipotetica alleanza PP-Ciudadanos non basterebbe infatti per permettere l’investitura di Rajoy: ci sarà bisogno almeno dell’astensione dei socialisti.

Per Pablo Iglesias si tratta di uno stop inaspettato: l’accordo con Izquierda Unida non ha portato allo sperato sorpasso ai danni del Psoe. “Prima o poi vinceremo”, ha detto Iglesias in un discorso in piazza nel quale non ha nascosto la negatività del risultato di Unidos Podemos.

Il Partito socialista deve prendere atto della perdita di altri 5 seggi, con nuovo minimo storico, ma è quasi una buona notizia: Pedro Sanchez appariva molto indebolito ma i risultati di ieri confermano che rimane il Psoe il principale partito della sinistra (seppur con un piccolo margine, dell’1,5%).

Brutto colpo per Ciudadanos: i centristi guidati da Albert Rivera pagano la scelta degli elettori di centrodestra di puntare al “voto utile” richiesto da Rajoy negli scorsi giorni e perdono 8 posti alla Camera.

L’affluenza è stata del 69,84%, contro il 69,67% del 2015.

Cosa succede adesso? Né il blocco di centrodestra (PP e Ciudadanos), né quello di centrosinista (Psoe e Podemos) hanno i numeri per governare. I popolari, forti della vittoria e soprattutto dei 14 seggi in più rispetto a dicembre, proveranno a formare il governo. Sembra abbastanza facile trovare un accordo con Ciudadanos, ben più difficili saranno le trattative con il Psoe per quello che potrebbe essere il primo governo di grande coalizione nella storia spagnola.

26 giugno 2016: La giornata del voto

21.30 – Scrutinato il 40% dei voti, a differenza dei sondaggi Podemos è dietro rispetto al Psoe. I numeri sono sostanzialmente quelli di dicembre con alcuni seggi in più per il Pp ai danni di Ciudadanos.

21.00 – Gli exit poll segnano la nuova vittoria del Pp, il sorpasso di Podemos al Psoe e il calo di Ciudadanos. Già in corso, e procede rapidamente, lo spoglio.

14.35 – L’affluenza alle ore 14.00 è praticamente uguale a quella alla stessa ora nelle elezioni di dicembre scorso: 36,87% oggi, 36,91% il 20 dicembre.

26 giugno 2016 – Urne aperte oggi dalle 9, si potrà votare fino alle 20. Poi lo spoglio.

Elezioni Spagna 2016: il voto del 26 giugno 2016

25 giugno 2016 – Domani, domenica 26 giugno 2016, i cittadini spagnoli ritornano alle urne per le nuove elezioni generali a 6 mesi di distanza da quelle che hanno portato ad un nulla di fatto.

I risultati del voto del 20 dicembre, con quattro forze principali in campo, avevano portato a mesi di infruttuose trattative per formare una coalizione in grado di governare. Tutti i tentativi sono falliti e si spera che il risultato del voto di domani possa permettere la formazione del nuovo governo.

I sondaggi sul 26-J (questa la sigla utilizzata per indicare il giorno delle elezioni) vedono uno scenario molto simile a quello di dicembre, con la possibilità che lo stallo possa proseguire nei prossimi tempi. In vantaggio il Partido Popular del premier uscente Mariano Rajoy. La seconda piazza questa volta dovrebbe essere per Podemos, o meglio Unidos Podemos, l’alleanza tra il partito di Pablo Iglesias e Izquierda Unida (di Alberto Garzón). Secondo i sondaggi, il PSOE di Pedro Sanchez perderebbe qualche punto proprio e sarebbe dunque sorpassato da Podemos. Ancora una volta quarta forza il “nuovo centro” di Ciudadanos.

L’elemento centrale, a partire da domani sera, potrebbe essere il possibile sorpasso di Podemos sul Psoe, che potrebbe dare il via ad un patto di governo tra i due partiti di sinistra con Iglesias premier. A dicembre invece il leggero vantaggio del Psoe su Podemos aveva dato maggior peso a Sanchez, il quale aveva deciso però di allearsi con Ciudadanos snobbando Iglesias.

Altra ipotesi: un eventuale aumento di voti per il Partido Popular potrebbe permettere la formazione di un nuovo governo di centrodestra assieme a Ciudadanos, che però anche anche negli ultimi giorni di campagna elettorale ha attaccato Rajoy. Se la formazione emergente di Albert Rivera dovesse risultare decisiva, potrebbe chiedere un passo indietro a Rajoy in campio dell’appoggio al PP.

La terza ipotesi è quella di una grande coalizione tra PP e Psoe: numeri alla mano sarebbe certa di governare, Rajoy ci spera, ma il rifiuto da parte dei socialisti è netto.

Il voto spagnolo non dovrebbe essere condizionato dalla Brexit: in Spagna non ci sono sentimenti antieuropeisti e anche Podemos, il partito più critico nei confronti dell’UE, non ha nessuna intenzione di far uscire la Spagna. Pablo Iglesias ha parlato di “giornata triste per l’Europa” e ha commentato: “Bisogna cambiare l’UE“.

Si vota solo nella giornata di domani, dalle 9 alle 20.

Elezioni Spagna 2016: l’alleanza tra Podemos e Izquierda Unida

16 maggio 2016 – Una delle novità delle elezioni del 26 giugno rispetto a quelle di dicembre 2015 è l’accordo tra Podemos e Izquierda Unida. I due partiti di sinistra, che alle precedenti elezioni si erano presentati separati, questa volta si coalizzano nella sigla “Unidos Podemos“. Questa sigla è stata creata per fini formali, poiché era necessario che la coalizione avesse un nome, ma i due partiti faranno ogununo campagna elettorale col nome originale.

L’accordo tra Pablo Iglesias, leader di Podemos, e Alberto Garzón, 30enne leader di Izquierda Unida, almeno sulla carta non dovrebbe essere decisivo: IU ha ottenuto solo due seggi alle elezioni di dicembre. Di certo questa mossa serve a compattare la sinistra e potrebbe togliere voti al centrosinistra rappresentato dal Psoe.

Elezioni Spagna 2016 “26-J”: il 26 giugno si ritorna al voto

5 maggio 2016 – La Spagna ritorna al voto: dopo il “fracaso” (fallimento) delle elezioni del 20 dicembre, con i partiti che non hanno trovato accordi per la formazione del governo, il Re Felipe VI ha sciolto la Camera e indetto nuove elezioni il 26 giugno 2016.

Dal “20-D” al “26-J”: in mezzo ci sono stati sei mesi di stallo e una nazione bloccata in attesa del nuovo voto che – almeno stando ai sondaggi – non dovrebbe portare a risultati molto diversi da quelli di dicembre.

Ripartiamo dai risultati delle elezioni del 20-D:

PP – Partido Popular 7.215.530 (28,72%) 123 seggi
PSOE – Partido Socialista Obrero Español 5.530.693 (22,01%) 90
* Podemos 3.181.952 (12,67%) 42
Ciudadanos-partido De La Ciudadanía 3.500.446 (13,93%) 40
En Comú Podem 927.940 (3,69%) 12
Compromís-Podemos-és el moment 671.071 (2,67%) 9
Esquerra Republicana De Catalunya-catalunya Sí 599.289 (2,39%) 9
Democràcia I Llibertat. Convergència. Demòcrates. Reagrupament 565.501 (2,25%) 8
En Marea 408.370 (1,63%) 6
Euzko Alderdi Jeltzalea-partido Nacionalista Vasco 301.585 (1,20%) 6
Unidad Popular: Izquierda Unida, Unidad Popular En Común 923.105 (3,67%) 2
Euskal Herria Bildu 218.467 (0,87%) 2
Coalición Canaria – Partido Nacionalista Canario 81.750 (0,33%) 1

* Nota: Podemos e i partiti locali coalizzati totalizzano 69 seggi

Nessun partito si è avvicinato ai 176 seggi necessari per ottenere la fiducia della Camera, né sono bastate le successive settimane di trattative tra i partiti.

Il capo del governo uscente Rajoy avrebbe potuto allearsi solo con i centristi di Ciudadanos, ma con numeri che non sarebbero bastati. Così Rajoy si è fatto subito da parte evitando di passare per un fallimentare e inutile voto di fiducia della Camera.

Il pallino è passato a Pedro Sanchez, leader dei socialisti, che ha blindato quasi subito un accordo proprio con Ciudadanos. A quel punto è stato Pablo Iglesias a chiudere le porte, non volendo entrare in coalizione col partito centrista. Il voto della Camera è stato dall’esito scontato: no al governo Sanchez e ritorno alle elezioni.

Qual è la situazione a meno di due mesi dalle nuove elezioni? Ci sarà una campagna elettorale più breve e più economica. I sondaggi vedono leggermente rafforzato il PP, ma decisive potranno essere le dinamiche di queste settimane nella sinistra.

Pablo Iglesias (Podemos) è determinato a superare in numero di voti i socialisti di Sanchez, situazione che gli permetterebbe di poter gestire la situazione creando un eventuale governo con tutte le sinistre. Il 20 dicembre ci sono stati soli 300mila voti di scarto tra Psoe e Podemos, un ipotetico sorpasso cambierebbe completamente gli scenari: Iglesias ha già detto che – in quel caso – darebbe la vicepresidenza del governo a Sanchez.