Italia Popolare, Silvio Berlusconi: «Monti federatore dei moderati». Il Manifesto della corrente

Il correntone del Pdl per il sostegno a Mario Monti nasce ufficialmente il 16 dicembre 2012.

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Il messaggio di Silvio Berlusconi rivolto alla convention ricalca una delle linee seguite dall’ex premier nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa. Ovvero, il sostegno a Mario Monti, una capriola incoerente e che nasconde l’ambizione finale di non scomparire.

«L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà, il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei. Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica. Come nel ’94, però per centrare l’obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all’innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse».

Ma Monti, oggi, è al Quirinale. E a quanto pare cercherebbe un’intesa col Pd. Anche se il segretario Bersani non sarebbe dell’idea.

Italia Popolare nasce oggi, 16 dicembre 2012, a Roma. L’appuntamento dei promotori (Gianni Alemanno, Franco Frattini, Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Mario Mauro e persino la fondazione di Fabrizio Cicchitto) al Teatro Olimpico di Roma è stato convocato per presentare il manifesto programmatico, che si richiama ai valori del Ppe.

Ma cos’è, Italia Popolare? E’ la nuova corrente dei filo-Monti, che vorrebbe determinare la linea politica del centrodestra italiano, dal suo interno, e favorire una candidatura di Mario Monti alle elezioni politiche 2013.

Qualcuno ipotizzava che il correntone del Pdl potesse diventare una formazione autonoma nella quale sarebbero confluiti Pierferdinando Casini e Luca Cordero di Montezemolo, ma sembra che l’ipotesi sia diventata altamente remota (il segnale, in questo senso, è dato dall’adesione all’ultimo momento di Cicchitto & co.).

Il manifesto

Il sito di Magna Carta riporta integralmente il Manifesto di Italia Popolare.

Eccolo nel dettaglio.

    1. La nostra visione, i nostri valori
    Ci riconosciamo pienamente nei valori che ispirano il Popolo della Libertà. Siamo “un movimento di donne e uomini che credono nella libertà e vogliono rimanere liberi, e si riconoscono nei valori del Partito dei Popoli Europei: la dignità della persona, le centralità della famiglia, la libertà e la responsabilità, l’uguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà. Il Popolo della Libertà è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia, nel rispetto delle sue tradizioni di civiltà e di unità nazionale, sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale”. Per noi, questi valori non sono una “premessa teorica”: sono l’orizzonte dell’agire politico concreto.

    2. La persona prima di tutto
    La persona è misura e fine dell’azione nello spazio pubblico. Centralità della persona significa tutela della vita dal concepimento alla conclusione naturale e in ogni sua fragilità, significa promozione delle forme comunitarie a partire dalla famiglia, difesa della libertà educativa, libertà di associazione, libertà economica, proprietà privata e dignità nel lavoro. Centralità della persona significa anche tutela e valorizzazione delle autonomie sociali e locali; significa promozione di una società viva di persone protagoniste, che possono con il loro lavoro provvedere a se stesse e ai loro cari, che possono associarsi per rispondere ai bisogni propri e altrui. Centralità della persona significa adesione ai fondamenti della nostra millenaria civiltà.

    3. Riformare le istituzioni per rilanciare il Paese
    Vogliamo l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, un sistema elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e il governo e la realizzazione della piena partecipazione delle donne.

    4. Per la crescita e il lavoro
    La crescita presuppone la consapevolezza che il futuro di tutti dipende anche dal proprio personale impegno. Essa può ripartire solo dalla liberazione della vitalità sociale in uno Stato semplice e autorevole. E si traduce in occupazione se il lavoro è regolato da norme essenziali e da liberi accordi nelle aziende e nei territori. La migliore tutela del lavoro è il continuo accesso alle conoscenze e alle competenze integrando apprendimento teorico e pratico.

    5. Un nuovo patto generazionale per il futuro dei nostri figli
    La crisi dell’Occidente è crisi di speranza e di capacità di guardare al domani. Essa si manifesta nel declino demografico, nella ridotta capacità innovativa, nell’illusione di arricchimento virtuale, nella perpetuazione di sistemi di protezione sociale ormai insostenibili. Vogliamo abbattere le barriere culturali e materiali che disincentivano la natalità e investire sul futuro mettendo al centro dell’azione politica i giovani e la loro capacità di innovare e migliorare la società.

    6. Più Europa, migliore Europa
    La piramide europea dev’essere rovesciata. Non più un vertice da cui promanano prescrizioni, ma società libere che alla cessione di sovranità vedano corrispondere istituzioni comunitarie più efficaci, rappresentative, democratiche e maggiore coesione tra i popoli. Un’Europa con una moneta unica, con un unico tasso di interesse, con una Banca Centrale dotata di pieni poteri e con regole e garanzie che sappiano contemperare i legittimi interessi nazionali con una dimensione solidale. Un’Europa che nel rigore persegua la crescita. Un’Europa politica espressa dal voto popolare. L’Europa è diventata grande nel segno del pluralismo, della libertà, della scommessa sulle potenzialità delle persone. La fedeltà alle proprie radici è il miglior viatico per il suo futuro.

    7. Favorire lo sviluppo creando le condizioni di contesto
    Quella tra rigore e sviluppo è una falsa contrapposizione. Solo con la stabilità finanziaria si pongono le basi per un autentico sviluppo economico e solo con la crescita il rigore dei conti diventa sostenibile ed equo. Lo sviluppo, a sua volta, non si produce per decreto né con la dilatazione della spesa pubblica, ma attraverso la creatività e la responsabilità del lavoro e dell’impresa. Compito dello Stato è invece creare un contesto favorevole alla libera iniziativa: dalle infrastrutture alla formazione del capitale umano, dalla semplificazione normativa e burocratica alla certezza delle relazioni giuridiche, dalla rimozione degli ostacoli all’ingresso di donne e giovani nel mondo del lavoro alla realizzazione di condizioni attrattive per gli investimenti.

    8. Aggredire la spesa per abbattere la pressione fiscale
    L’abbattimento della pressione fiscale è obiettivo prioritario. L’attuale modello disincentiva la crescita e non scoraggia l’evasione. Un sistema semplice e ragionevole costituisce il miglior incentivo alla lealtà tra contribuente e amministrazione tributaria. Con i vincoli di bilancio, l’abbassamento delle tasse impone di aggredire la spesa pubblica eliminando quella improduttiva e razionalizzando quella necessaria. Vogliamo meno apparati pubblici, un modello sociale ridisegnato secondo il principio di sussidiarietà, costi e fabbisogni standard per Comuni e Regioni, la incandidabilità degli amministratori che portano al fallimento le loro amministrazioni.

    9. Spezzare la spirale del debito
    Sul presente e sul futuro del Paese grava un debito pubblico abnorme che si auto-alimenta a causa della spesa per interessi. Per spezzare questa spirale vogliamo un’operazione straordinaria di riduzione del debito attraverso la effettiva valorizzazione del patrimonio pubblico e il completamento delle dismissioni.

    10. Per un fisco formato famiglia
    La famiglia rappresenta, oltre che il luogo di sviluppo della persona, anche la cellula fondamentale di produzione della ricchezza. Come tale, deve essere considerata come l’unità fondamentale ai fini del calcolo della capacità contributiva. Di qui l’esigenza di affermare il quoziente familiare.

    11. Al fianco delle imprese per far crescere l’Italia
    Vogliamo promuovere: misure per favorire l’accesso al credito, la riduzione dei tempi di pagamento dei debiti della P.A., il rafforzamento del sistema delle garanzie, l’investimento in ricerca e innovazione nei settori più avanzati, il riconoscimento e il supporto alle aggregazioni d’impresa e di commercio, un radicale processo di semplificazione, digitalizzazione e razionalizzazione, il sostegno all’internazionalizzazione del sistema economico e produttivo, il supporto all’imprenditoria femminile e alle start-up di giovani, la drastica riduzione del digital divide.

    12. Sussidiarietà per uno Stato che non sia oppressivo
    Lo Stato non deve sostituirsi alle famiglie, alle libere associazioni, al volontariato, al privato profit e non profit, ma limitarsi a difendere e sostenere il loro straordinario contributo sociale. La politica deve favorire sussidiarietà e partecipazione, la massima libertà di iniziativa di ciascuno e salvaguardare la libertà dei cittadini di scegliere l’operatore migliore da cui farsi erogare un servizio.

    13. Una giustizia per il bene comune
    Completare e attuare le riforme della giustizia partendo da una vera responsabilità dei magistrati e dalla separazione delle carriere. Tutto ciò deve avere due obiettivi: riformare la giustizia e contrastarne l’uso politico che rappresenta una delle più negative anomalie del sistema Italia.

    14. Lotta alla mafia e impegno per la sicurezza
    Proseguire il contrasto alle mafie, che negli ultimi anni ha fatto registrare risultati eccezionali, significa continuare ad aggredire le ricchezze mafiose e a trasferirle allo Stato e alle comunità, soprattutto per incrementare le risorse delle forze di polizia.

    15. Cittadinanza fra identità di popolo e diritti delle persone
    La cittadinanza non può più dipendere dal semplice e formale trascorrere del tempo, né venire estesa a chiunque nasca sul territorio nazionale. Il percorso verso una vera integrazione deve svilupparsi senza cedimenti al multiculturalismo, nel pieno rispetto della nostra identità di popolo e dei diritti di ogni persona, e in particolare di chi fugge da persecuzioni e cerca rifugio da noi. Massima attenzione va posta alle discriminazioni nei confronti delle donne immigrate che risiedono in Italia.

    16. Italia sponda dell’Atlantico e cerniera col Mediterraneo
    Le differenti “primavere arabe” hanno deluso le attese anche perché attendono risposte coerenti dall’Europa, e interpellano soprattutto l’Italia. In un quadro mondiale ancora alla ricerca di una sua definitiva stabilita, segnato dall’emersione di nuovi protagonisti, da difficili processi di transizione verso la democrazia e da minacce terroristiche mai sopite, l’Italia deve confermare al contempo la sua alleanza atlantica e la sua vocazione mediterranea, rinnovando la sua solidarietà con Israele e la contrapposizione a ogni forma di antisemitismo.

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