Affari italiani: Celtic League, Calvisano si tira fuori

Nonostante le voci delle ultime settimane, il club bresciano non è intenzionato a partecipare al bando per la Rabodirect Pro 12.

Era una delle ipotesi saltate fuori appena ufficializzata la crisi degli Aironi. Da più parte era stata indicata come la candidata più interessata a partecipare al bando per sostituire il club di Viadana nella Pro 12. Ma oggi, sulle pagine del Giornale di Brescia, Alfredo Gavazzi raffredda gli entusiasmi.

Intervistato dal collega Gianluca Barca, infatti, il patron di Calvisano (foto Elena Barbini) nega l’interessamento del club a partecipare alla Celtic League, aprendo però le porte a una franchigia federale sul territorio.

“Al di là del fatto che in giro non vedo, in generale, situazioni credibili in grado di ottemperare ai dettami del bando, per quanto riguarda Calvisano, purtroppo, le condizioni per proporsi, non ci sono – le parole realistiche di Gavazzi –. Le condizioni che ci vedevano partner nella franchigia dei Duchi, non ci sono più. Inoltre la situazione economica generale di quest’anno non promette di essere meglio di quella del 2009, quando Calvisano fece un passo indietro e andò a giocare in A2. Infine, l’idea di partenza si basava sul progetto che un istituto bancario bresciano facesse da motore dell’iniziativa. Oggi, meno di allora, ci sono le condizioni perché ciò accada”.

Ma Gavazzi non cancella l’ipotesi Calvisano come possibile sede della franchigia federale. Per uffici e allenamento, di certo non per giocare. “Calvisano mette a disposizione della Fir, a condizioni assai vantaggiose, tutta la sua logistica: campi per gli allenamenti, uffici, palestra. E laricettività di un paese dove i costi e gli affitti sono molti contenuti. Se la federazione è interessata, può scegliere di appoggiare qui la franchigia e decidere di farla giocare dove più ritiene opportuno”.