Libia: Italia pronta a guidare missione Onu

Fonti della Difesa confermano che l’Italia potrebbe guidare missione “difensiva” in Libia

26 aprile 2016 – Fonti della Difesa affermano che il governo italiano ha già risposto al premier libico Fayez Serraj, che ieri ha chiesto l’intervento dell’Onu per proteggere i pozzi e gli impianti di petrolio.

L’Italia è pronta a guidare un contingente delle Nazioni Unite di 250 uomini, che dovrebbe difendere le organizzazioni internazionali a Tripoli. Inoltre, il nostro paese avrebbe deciso di inviare 50 militari fra esercito e carabinieri.

In un primo momento, alcuni media hanno parlato dell’invio di 900 uomini. Questa ipotesi è stata smentita da Palazzo Chigi e dalla Difesa, che ha ribadito che l’impegno dell’Onu sarà principalmente quello di addestrare i militari libici. Dunque, almeno per il momento, non ci sarà una missione militare in Cirenaica contro gli affiliati allo Stato Islamico.

25 aprile 2016 – Il Consiglio presidenziale libico nominato dal primo ministro Fayez al-Serraj durante i colloqui di pace organizzati dall’Onu ha emesso un comunicato nel quale esprime la sua preoccupazione per la sicurezza di alcuni importanti siti petroliferi strategici in Libia informando di aver chiesto all’Onu, ai paesi europei e quelli africani confinanti “aiuti per proteggere le risorse petrolifere del Paese”.

Potrebbe essere quindi a una svolta la crisi libica: la notizia è stata confermata alla stampa già questa mattina quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha avuto questa mattina una conversazione telefonica con il primo ministro libico, poco prima di partire per Hannover per partecipare alla riunione del G5:

“Sulla Libia c’è una disponibilità rilevante da parte della comunità internazionale e questo è un cambio. C’è il pieno sostegno allo sforzo del governo di Serraj. Dobbiamo fare di tutto perché abbia successo. […] I pozzi petroliferi sui quali il governo libico ha chiesto aiuto per la protezione “non sono i pozzi dell’Eni. La richiesta riguarda altre strutture”.

ha dichiarato Renzi a margine del vertice. E’ la prima volta che il governo libico, formatosi ufficialmente poche settimane fa, invoca un intervento internazionale di qualche tipo per fronteggiare la minaccia di Daesh e per mettere fine al caos delle decine di milizie che affollano il Paese