Buon 25 aprile

Buona Festa della Liberazione.

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Buon 25 aprile. Buona Festa della Liberazione.

In un’Italia che sembra sempre più dimentica delle proprie origini, quello del 25 aprile 1945 è un anniversario importante da ricordare e da festeggiare, perché in esso, come data simbolica, affondano le proprie radici i principi cardine della Repubblica e della democrazia.

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale proclamò l’insurrezione nei territori ancora occupati dai nazifascisti.

«Cittadini, lavoratori: sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire».

Finivano anni bui, ci si ritrovava con un Paese da ricostruire.

Cosa resta oggi di quei giorni, della resistenza, dell’antifascismo? Cosa resta di una fetta di storia mai studiata a dovere nella scuola dell’obbligo? Cosa resta, settantun anni dopo?

Restano le consuete divisioni (a Roma, per dire), restano gli equivoci da cui liberarsi e la necessità di prendere posizione, di essere partigiani e non indifferenti. Resta la necessità di riappropriarsi della res pubblica e di ritrovare quell’afflato anche un po’ incosciente che animò lo spirito di chi scelse di ribellarsi a due dittature feroci, crudeli, oscurantiste e sanguinarie.

Oggi l’esercizio del potere segue altre vie, più difficili da individuare e dunque più complicate da contrastare: non abbiamo dittature coreografiche da cui liberarci. Ma, come scrive Tomaso Montanari,

«se i cittadini non si occupano della res publica gli interessi delle lobbies sostituiscono il bene comune; le ragioni di uno sviluppo insostenibile prevalgono su quelli della salute e della sopravvivenza stessa del pianeta; una paura primitiva del diverso ci impedisce di accogliere e integrare i nuovi italiani che arrivano sulle nostre coste; un martellante storytelling può nascondere la corruzione di un potere che ha come unico scopo se stesso».

Buon 25 aprile, dunque. Con l’augurio di riuscire a liberarci, ancora una volta.