Eccellenza: L’Aquila, un’altra estate di dubbi e paure

Tira ancora aria di crisi per il club abruzzese, il cui futuro è appeso a un filo.

E’ ormai un appuntamento tristemente fisso nell’estate ovale italiana. L’Aquila, storico club e città martoriata, si trova a fine stagione in gravi difficoltà economiche. E mentre l’attenzione è tutta rivolta a Viadana e agli Aironi, una pagina importantissima della palla ovale rischia di chiudersi.

Alcuni giorni fa l’urlo di dolore del presidente Romano Marinelli ad Abruzzoweb. “Aspettiamo ancora la manna dal cielo riguardo la situazione societaria.  Ho solo sentito tante parole e pochi fatti. Così non posso andare avanti ancora per molto, non ci sono prospettive eseriamente si rischia di non potersi iscrivere al prossimo campionato”. Parole pesantissime che hanno mostrato una società in affanno e abbandonata a se stessa.

Oggi, invece, è Stefano Paolucci a farsi portavoce della paura che serpeggia nello spogliatoio della squadra. E lo fa con parole chiare, che non lasciano dubbi all’interpretazione “La città è piena di gente che parla di rugby, ma solo a pochi importano veramente le sorti di questa squadra. Ed è così anche per molti imprenditori locali”.

Insomma, ci aspetta una nuova estate di polemiche, di proclami, di “manne dal cielo” promesse e mai mantenute. Di dichiarazioni d’amore verso un simbolo della città e di fuggi fuggi quando c’è da mettere mani al portafogli. Colpa di chi non vuole aiutare L’Aquila Rugby, ma, ancora una volta, colpa di chi l’ha portata in questa situazione. E, anno dopo anno, i nomi sembrano sempre gli stessi.

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