Sondaggi referendum costituzionale 2016: i “no” sono in vantaggio

I sondaggi sul referendum costituzionale dell’ottobre 2016 non arridono a Renzi. Ma la partita deve ancora cominciare.

I sondaggi sul referendum costituzionale 2016 non devono fare molto piacere a Matteo Renzi, che in quella partita si gioca veramente tutto. E non tanto perché il voto è soprattutto sulla fondamentale (per l’azione di governo) riforma del Senato, ma perché, in caso di sconfitta, per il premier sarebbe una sconfessione completa, che lo obbligherebbe alle dimissioni (e infatti ha già messo le mani avanti).

Va detto, però, che nonostante i sondaggi sul referendum costituzionale, come vedremo subito, non siano dei migliori, la vera partita deve ancora cominciare. Soprattutto se Renzi capirà che la strategia migliore non passa tanto dal farne un plebiscito su se stesso, ma dalla capacità di comunicare nel modo migliore le caratteristiche della riforma su cui si vota. Che possono piacere o no, ma dovrebbero essere valutate in maniera neutra (per quanto possibile in politica).

E quindi, cosa dicono i sondaggi sul referendum? Secondo il sondaggio Ipsos trasmesso a Ballarò, al momento, sono in vantaggio i “no”: 28,1% contro 26% di voti a favore. Molto più ampia la percentuale, sopra il 45%, di persone che o non si recheranno a votare o ancora non sanno come votare. Da notare come in questo caso non sia previsto il quorum: vale a dire che anche se si recassero al voto 10 persone il referendum sarebbe valido lo stesso.

Anche il sondaggio sul referendum di Scenari Politici-WinPoll racconta una situazione simile, ma senza segnalare il numero di astenuti e indecisi. In questo caso, i contrari alla riforma sono il 52,5%, mentre i favorevoli sono il 47,5%.

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