Renzi: «Referendum, 300 milioni buttati». Ma da chi? E perché?

Chi ha deciso di non accorpare il referendum alle amministrative di giugno e perché?

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Renzi incassa il risultato del referendum. Cioè il mancato raggiungimento del quorum. Non dovrebbe essere un risultato e invece (non che sia una novità: in questo modo di concepire la politica non c’è niente di nuovo), visto che il Presidente del Consiglio tifava per il “No”, o meglio, per l’astensionismo, lo diventa.

Matteo Renzi ne ha per tutti.

Ce l’ha con i talk show e la televisione (a distanza reagisce Mentana).

Ce l’ha persino con i 300 milioni di euro buttati per questo referendum. Aiuto. Presto. C’è un giornalista in sala? Qualcuno in grado (o con la voglia) di chiedergli chi abbia deciso di non accorpare il referendum alle elezioni amministrative del 5 giugno 2016 e perché sia stato così deciso? I giornalisti avevano la possibilità di far domande? Possiamo ancora farle?

Facciamo così, lo chiediamo da qui: chi ha deciso di non accorpare il referendum alle amministrative di giugno e perché?

Non è forse vero che, così facendo, si sarebbero risparmiati i 300 milioni di euro(* Nota: come giustamente mi fanno notare su Facebook, alle amministrative si vota in una parte dei comuni. Circa un sesto. L’accorpamento avrebbe dunque sì garantito un risparmio, non dell’intera cifra. Volendo mantenere la proporzionalità diretta, per semplificare, possiamo ipotizzare un risparmio di circa 60 milioni di euro) di cui il Presidente del Consiglio attribiusce le responsabilità a chi ha chiesto – legittimamente – il referendum stesso? E se qualcuno volesse pensar male – un vecchio uomo politico che la sapeva lunga diceva che a farlo si fa peccato ma non si sbaglia – qualcuno non potrebbe insinuare che sia stata una decisione presa scientemente? Non è forse vero che, con le amministrative accorpate, il referendum avrebbe quasi sicuramente raggiunto il quorum? E in quel caso, non si sarebbero risparmiati 300 milioni di euro? Non è forse vero che il Pd insorse quando il governo Berlusconi decise di non accorpare i 4 referendum su nucleare e beni comuni ad altra tornata elettorale? Perché questa volta le cose sono andate in questo modo?

Non

Poi Renzi, che afferma anche che «non paga essere demagogici», esulta per i lavoratori che hanno vinto (il mantra era che se fosse passato il sì, undicimila persone avrebbero perso il lavoro), sostiene che con quei 300 milioni di euro si sarebbero potute comprare 350 carrozze per il trasporto pendolare (quindi, torniamo a bomba: non si sono comprate 350 carrozze per il trasporto pendolare perché il referendum non è stato accorpato alle amministrative) e chiude col capolavoro.

«Basta polemiche fino al 2018».

Veramente viviamo in tempi bui. E la demagogia funziona. Altroché.

Umilmente restiamo in attesa di una risposta alla nostra domanda.