Nirenstein, Haaretz: “Renzi ha chiesto a Netanyahu di ripensarci sulla nomina ad ambasciatrice”

Secondo il quotidiano israeliano, Renzi avrebbe chiesto a Tel Aviv di non procedere con l’insediamento della giornalista. Palazzo Chigi nega

Secondo un’indiscrezione pubblicata dal quotidiano Haaretz, Matteo Renzi, avrebbe inviato una lettera al suo omologo israeliano, Benyamin Netanyahu, un mese e mezzo fa. Nella missiva, il premier italiano avrebbe praticamente chiesto a Tel Aviv di fare un passo indietro sulla nomina ad ambasciatore di Israele a Roma di Fiamma Nirenstein (nomina designata il 10 agosto scorso).

La giornalista sionista, ex parlamentare del Pdl, non è ancora effettiva nel ruolo di ambasciatrice. Le sue credenziali non sono state ancora accettate, e ciò spinge chi l’avversa, comunità ebraica romana compresa, a fare pressioni per evitare l’insediamento.

Per il quotidiano liberal israeliano, Renzi avrebbe sollevato dei rilievi su una nomina eccessivamente divisiva. L’ambasciatrice in pectore, infatti, è stata eletta in passato tra le fila del partito di Berlusconi ed è una aperta sostenitrice della politica di occupazione di Netanyahu. E tali circostanze, sempre secondo il primo ministro italiano, potrebbero scatenare un polverone mediatico che non gioverebbe all’immagine d’Israele nel nostro paese.

Sottolinea poi Haaretz che “Nirenstein è attiva nella vita pubblica italiana e nei media e questo è considerata una infrazione del protocollo diplomatico”. Tuttavia, per il giornale israeliano, Roma non ha intenzione di aprire una crisi diplomatica con Tel Aviv, semplicemente prova a dare un suggerimento.

Sul tema, sono intervenute fonti di Palazzo Chigi, che hanno recisamente smentito la ricostruzione del quotidiano: “Fonti di Palazzo Chigi smentiscono la ricostruzione offerta oggi da Haaretz sul presidente del Consiglio e il premier israeliano Netanyahu a proposito di Fiamma Nirenstein”.

C’è anche da riflettere sulla questione della “doppia lealtà” degli ebrei italiani, visto che Nirenstein è stata prima parlamentare e “ora servirebbe come ambasciatore di un altro paese”. E sempre secondo Haaretz, la designazione della giornalista mostrerebbe altre contraddizioni: “continuerebbe a ricevere un salario dal governo italiano”; “è al corrente di segreti di stato”; “suo figlio lavora nell’intelligence italiana”.

Ricordiamo, inoltre, che Nirenstein, dopo aver preso la cittadinanza israeliana nel 2013, avrebbe preso casa nelle colonie illegali, contravvenendo così alla politica europea e al diritto internazionale.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →