Corea del Nord: lanciato un nuovo missile a medio raggio. Ma il tentativo fallisce

La Corea del Nord lancia nuovo missile a medio raggio in occasione del “Giorno del Sole”. Ma, con ogni probabilità, la testata è esplosa in aria

In occasione della festività del “Giorno del Sole”, una cerimonia che commemora la nascita del fondatore del regime, Kim Il-sung, la Corea del Nord ha fallito nel tentativo di lanciare un missile balistico a medio raggio. A dirlo è l’agenzia di stampa Yonhap.

Con ogni probabilità, il Musudan BM-25, in grado di viaggiare su un percorso di 3 mila chilometri e raggiungere il territorio statunitense dell’isola di Guam, è esploso in aria. Il tentativo andato a vuoto, secondo le fonti di agenzia, ha avuto luogo alle 5.33 del mattino (ora di Seul). Tuttavia, rimane la preoccupazione di Corea del Sud e Usa, visto che Pyongyang dovrebbe avere almeno altri 50 missili del genere in suo possesso.

Questo tipo di armamenti è in grado di trasportare una testata di 1,3 tonnellate, e ciò rappresenterebbe un ulteriore passo avanti nello sviluppo del programma di missili balistici. Il regime di Kim Jong-un aveva già mostrato i Musudan nel corso di alcune parate militari; la più recente è stata quella dello scorso ottobre, quando è stato celebrato il 70 ° anniversario del Partito dei lavoratori al potere.

Dall’inizio del 2016, la tensione è continuata a salire nella penisola coreana. Il 6 gennaio scorso, Pyongyang ha condotto con successo un test nucleare e nel mese di febbraio ha lanciato un razzo a lungo raggio. Dinanzi a queste provocazioni, il Consiglio di Sicurezza, con l’approvazione della Cina, ha imposto nuove sanzioni alla Corea del Nord. E per tutta riposta Kim Jong-un ha continuato a lanciare razzi a corto raggio e a diffondere la sua retorica nazionalista, infarcita di minacce. A tale riguardo, segnaliamo che il leader supremo, in un filmato di propaganda, ha detto di non scartare l’ipotesi di un attacco contro Washington e New York.

A maggio, è in programma lo svolgimento del Congresso del Partito dei lavoratori, il primo dopo 36 anni. Al plenum, il leader Kim intende presentarsi come personalità forte e come unico garante di una possibile mediazione tra generali e organi statali.

Intanto, dopo le sanzioni, qualcosa forse si è inceppato a Pyongyang: ci sono stati due segnali a riguardo. Il primo, del 4 aprile scorso, quando un portavoce della Difesa, rimasto anonimo, avrebbe teso la mano agli Usa per un possibile negoziato sul nucleare (proposta per nulla in linea con le direttive di Kim). E, poi, il secondo, di appena 4 giorni fa, quando Seul ha fatto saper che un alto funzionario dell’intelligence nordcoreana avrebbe disertato e chiesto asilo politico.

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