Profughi, Germania: la Grande Coalizione presenta prima legge sull’integrazione

La norma prevede facilitazioni per l’inserimento lavorativo dei profughi e vincoli più stringenti sull’intergrazione

Dopo mesi di scontri, che hanno prodotto divisioni anche dentro la Cdu, i tre leader della Grosse Koalition, la cancelliera Angela Merkel, Horst Seehofer (leader della Cus e Primo Ministro bavarese) e Sigmar Gabriel (Spd, Vice Cancelliere) hanno trovato un accordo sulla legge inerente all’integrazione dei migranti. Il pacchetto normativo sarà discusso il 22 aprile con i governatori dei Land e sarà approvato dal governo il 24 maggio.

Il costrutto su cui poggia la riforma è riassunto bene nello slogan con la quale è stata presentata: “foerdern und fordern” (trad.:”incentivare e pretendere“). Per un verso, infatti, la normativa prevede delle misure orientate a facilitare l’ingresso dei profughi nel mercato del lavoro. Ma, d’altro canto, contempla anche regole più stringenti sull’integrazione, a partire dall’obbligo di imparare la lingua.

Per quanto concerne gli obblighi, si statuisce che i profughi, appena giunti in Germania, dovranno subito frequentare corsi di lingua tedesca, già nelle strutture di accoglienza. Inoltre, dovranno partecipare a corsi di formazione che facilitino il loro inserimento lavorativo. Chi rifiuta, subirà tagli ai sussidi.

Per evitare, poi, che i profughi si ghettizzino, il loro luogo di residenza, fino a quando percepiranno sussidi statali, sarà stabilito dalle amministrazioni pubbliche. Ovviamente, anche qui, sono previste sanzioni in caso di rifiuto.

Le nuove misure abbattano anche un ostacolo rilevante all’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo. Ovvero, decadano, per tre anni, l’obbligo di assumere prima i disoccupati tedeschi e europei e il divieto di contrattualizzazione in imprese part-time per 15 mesi.

Inoltre, se le imprese assumono profughi come apprendisti e nel frattempo la domanda di asilo viene respinta, lo Stato non potrà rimandare indietro i lavoratori stranieri fino al termine del periodo di formazione. Viceversa, se i richiedenti asilo interromperanno la formazione o commettono un reato, la tutela decadrà con effetto immediato.

Infine, misura che fa discutere molto, il governo sta valutando anche ad una deroga sul salario minimo di 8,50 euro. Si pensa a delle retribuzioni inferiori per promuovere le assunzioni di 100 mila richiedenti asilo.

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