Scandalo rimborsi spese al Pirellone, la Minetti si fa rimborsare “Mignottocrazia”

Altro giro altro scandalo. L’ormai morente consiglio regionale lombardo viene colpito dall’ennesima inchiesta della magistratura, stavolta il tema è quello dei rimborsi richiesti (ed ottenuti) dai consiglieri. L’inchiesta, partita sull’impulso indiretto proveniente dal “Caso Fiorito – Maruccio”, puntava a verificare la congruità dei rimborsi spese ed ha scoperchiato l’ennesimo vaso di Pandora. Probabilmente nemmeno Alfredo

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Altro giro altro scandalo. L’ormai morente consiglio regionale lombardo viene colpito dall’ennesima inchiesta della magistratura, stavolta il tema è quello dei rimborsi richiesti (ed ottenuti) dai consiglieri. L’inchiesta, partita sull’impulso indiretto proveniente dal “Caso Fiorito – Maruccio”, puntava a verificare la congruità dei rimborsi spese ed ha scoperchiato l’ennesimo vaso di Pandora. Probabilmente nemmeno Alfredo Robledo, il procuratore aggiunto che mandò la Guardia di Finanza a prelevare i documenti al Pirellone, poteva immaginare che di lì a poche settimane sarebbe stato necessario inserire nel registro degli indagati per il reato di peculato 40 consiglieri regionali fra PDL e Lega.

Fra loro c’è anche Nicole Minetti, l’igienista dentale fatta inserire nel listino di Roberto Formigoni su impulso del Premier, che ha sentito la necessità di farsi rimborsare dai contribuenti l’acquisto del libro di Paolo Guzzanti “Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre” inspirato direttamente all’evoluzione della politica che le aveva consentito di finire in consiglio regionale. 16 euro, prezzo di copertina, che la Minetti ha pensato di farsi pagare dai contribuenti.

Gli investigatori hanno scoperto che i colleghi della Minetti hanno inserito sotto la voce “spese di rappresentanza istituzionale” la pizza dalla domenica sera, i videogiochi per i bambini (e per loro), le ricevute delle cene da McDonald’s, le fatture delle degustazioni di vini per i loro “amici”, persino le sigarette. Fra gli altri Renzo Bossi, il famigerato Trota, è un addicted della famosa bevanda energetica Red Bull, ma ha pensato che i suoi elettori dovessero rimborsargliele. Il suo collega leghista Cesare Bossetti soltanto nel 2011 ha presentato scontrini per 15 mila euro fra caffè e colazioni.

Formigoni, nel piano del Lazio Gate, ebbe l’ardire di pronunciare questo giuramento:

Batman non c’è in Lombardia. In Lombardia le regole sono molto chiare, nette e del tutto diverse da quelle vigenti in altre Regioni. Credo proprio che i nostri gruppi le abbiano rispettate fino in fondo

Ma dai?

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