Corea del Sud, elezioni: sconfitta per i conservatori. Governo senza maggioranza

Sconfitto il partito Saenurisi. Park Geun-hye ora è senza maggioranza e l’anno prossimo ci sono le presidenziali

I conservatori sudcoreani hanno perso le elezioni. Saenurisi si è aggiudicato 122 seggi contro i 123 della formazione di opposizione, Minjoo (centrosinistra). In totale c’erano 300 seggi a disposizione. Il Partito Popolare, che si è formato nel gennaio di quest’anno da una scissione con lo stesso Minjoo, ha ottenuto un risultato convincente: con 38 seggi diventa la terza forza del paese.

Così, per la prima volta in 16 anni, contro ogni previsione della viglia, il partito di governo non ha più la maggioranza. Kim Moo-sung, leader del Saenurisi, ha presentato le dimissioni, assumendosi tutte le responsabilità per la sconfitta elettorale. Ora il governo avrà difficoltà a far passare le norme all’Assemblea Nazionale. E, in un frangente di stagnazione economica, i conservatori rischiano grosso alle presidenziali del prossimo anno.

Gli analisti sono concordi nel dire che la sconfitta del Saenurisi è stata causata, in prima battuta, dalla crisi economica che sta attraversando la Corea del Sud. A tale riguardo, segnaliamo che la presidente Park Geun-hye, primo presidente donna del paese, registra un crollo nei sondaggi. Le sue politiche economiche sono considerate fallimentari, secondo i sudcoreani avrebbero generato scarsa crescita negli ultimi quattro anni e un incremento della disoccupazione giovanile.

A guardare i dati, il malcontento dei cittadini sudcoreani è ampiamente giustificato. Nel 2015, l’economia della Corea del Sud è sensibilmente cresciuta, ma la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 12,5% (il tasso più alto dal 1999). Secondo il Guardian, mentre venivano ristrette le tutele legali ai lavoratori, il governo ha favorito gli interessi dei grandi gruppi industriali del paese. Questi hanno rappresentato senz’altro un ostacolo alla sopravvivenza e alla crescita delle imprese piccole e medie.

C’è poi un altro aspetto che ha inciso sull’andamento delle elezioni. Secondo quanto già denunciato da Amnesty International, l’esecutivo sta facendo applicare in modo perverso la Legge sulla sicurezza nazionale. Ovvero, si sta avvalendo della normativa per ridurre al silenzio, arrestare e condannare oppositori politici.

In un clima di paranoia, dove tutti gli oppositori sono diventati spie della Corea del Nord, è stato messo fuori legge anche un partito di sinistra: l’Upp (Partito Progressista Unificato).