Sergio Mattarella a Torino: “Tornare indietro da Schengen sarebbe un atto di autolesionismo”

Sergio Mattarella, intervenuto a Torino, si schiera contro i muri e le barriere che si stanno erigendo in Europa per contrastare l’immigrazione.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto oggi a Torino in occasione della giornata conclusiva della seconda edizione dell’Italian-German High Level Dialogue, il Dialogo di Alto Livello italo-tedesco.

Lì, al teatro Regio del capoluogo piemontese, Mattarella ha incontrato il Presidente della Repubblica Federale di Germania, Joachim Gauck, e dopo la presentazione dei risultati dei lavori delle sessioni a porte chiuse, ha speso qualche parola sull’Unione Europea e sulla gestione dei migranti che sta creando tensioni forti tra i Paesi.

Avere “senso dell’eredità” e, dunque, di chi siamo, deve sapersi tradurre, oggi, nell’assunzione di una nuova responsabilità, anzitutto nei confronti dei cittadini europei, ma anche del mondo che guarda l’Europa e che ha bisogno della civiltà europea.
Lasciare senza risposte le migliaia di donne, uomini e bambini che fuggono da guerre, violenze, devastazioni e che oggi bussano alle porte dell’Europa, non è possibile.
L’inedita questione migratoria va affrontata con l’intelligenza del senso della realtà: tenendo insieme l’accoglienza di chi ha diritto d’asilo, l’integrazione di chi viene a lavorare nelle nostre società e così contribuisce al nostro benessere, la fermezza nel contrastare i trafficanti di uomini.

Nello specifico, sottolinea Mattarella:

Registrazione, asilo, ricollocazione e rimpatri per chi non ha diritto all’asilo si tengono insieme: non può esserci registrazione per quanto completa e scrupolosa, che possa essere efficace senza effettiva ricollocazione e senza accordi di rimpatrio che soltanto l’Unione Europea può gestire proficuamente con i Paesi di origine. […] I programmi di aiuto, concreti ed efficaci, per quei Paesi vanno posti in primo piano, sia perché è giusto sia per fermare all’origine i grandi flussi migratori ed evitare che divengano sempre più imponenti e ingovernabili.

E, ancora:

Non abbiamo un “piano B”. Nessuno può realisticamente vantare un “piano B”, fondato su una presunta via “nazionale” alla soluzione dei problemi che interpellano il nostro Continente. […] Non basteranno i muri e le barriere a proteggerci, se l’Europa non farà passi avanti come progetto comune. Abbiamo lavorato settant’anni per abbattere i muri che dividevano l’Europa: non lasciamo che rinascano, creando diffidenze e tensioni pericolose laddove, al contrario, servono coesione e fiducia. Le barriere che dividessero l’Europa sarebbero una zavorra che ne appesantirebbe il cammino. Sono lieto che il rappresentante della Commissione europea ieri abbia pronunciato parole chiare su quanto sta avvenendo al Brennero.
Tornare indietro da Schengen sarebbe un atto di autolesionismo, per tutti.

Foto | Quirinale

Ultime notizie su Presidente della Repubblica

Tutto su Presidente della Repubblica →