Il Movimento 5 Stelle dopo Casaleggio, cosa succede adesso?

Le conseguenze nel M5S dopo la morte di Casaleggio: quattro scenari per il futuro dei pentastellati.

Per il Movimento 5 Stelle si apre una fase piena di incognite e possibilità, in seguito alla morte di Gianroberto Casaleggio. Situazione resa se possibile ancora più grave dal fatto che, contemporaneamente, Beppe Grillo sta facendo il suo graduale ritorno alla vita privata e non sembra intenzionato a tornare a occuparsi a tempo pieno del partito che ha fondato. E così, per il M5S, si aprono scenari nuovi e difficili da valutare.

La prima possibilità è che il M5S dimostri di essere ormai maturato e di essere capace di andare sulle sue gambe. Quel che è certo, è che quello che serve adesso non è un direttorio, ma un leader vero e proprio; necessità di ogni partito vero e proprio ma resa ancora più urgente dal caos in cui il M5S rischia di precipitare. Il leader, comunque, c’è già: Luigi Di Maio. Sta a lui, adesso, riuscire a dimostrare di poter essere un leader vero.

Ma in un partito in cui, almeno a parole, si è sempre voluto evitare di dare l’immagine di una forza in cui troppo potere era nelle mani di pochi (come però accadeva regolarmente), potrebbe esserci la tentazione di assegnare il comando nelle mani del famoso direttorio, di cui oltre a Di Maio fanno parte Di Battista, Sibilia, Fico, Ruocco. Se così fosse, e se il direttorio non fosse solo un nome, il rischio di implosione ventilato da molti si farebbe più alto; viste anche le diverse tendenze tra pasdaran e moderati che anche all’interno di quelli che un tempo venivano chiamati “talebani”.

Il contrario del direttorio è la linea dinastica. Quella che prevede che gran parte del potere passi in mano a Davide Casaleggio. Ora, non è un segreto che il figlio di Casaleggio avesse già un ruolo non da poco all’interno del M5S (si pensa che ci sia lui dietro a numerosi espulsioni), anche perché il know how tecnico che un partito come il M5S richiede è tutto all’interno degli uffici della Casaleggio Associati. Resta da capire quale sia la volontà dello stesso Davide di prendere in mano il partito e se eventualmente gli verrebbe concessa la volontà. Di sicuro, si dovrà trovare un punto di mediazione; ma un ruolo per chi comunque continuerà a gestire il blog e gli altri siti affiliati.

Infine, non si può escludere che il M5S finisca nel caos. Il partito, in effetti, era sulla buona strada per affrancarsi da Grillo & Casaleggio: ma essere sulla buona strada non significa essere giunti alla fine del percorso. In questo momento di “vuoto” potrebbero esplodere liti e contraddizioni che la presenza del guru metteva a tacere con mano a ferma. Il rischio è elevato, ma è solo col senno di poi che sapremo qual è il grado di maturazione dei pentastellati.

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