Decreto antistupri: arrivano le ronde

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto anti-stupri, che contiene le “misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale”. Il decreto, tra l’altro, istituzionalizza le ronde: i sindaci potranno avvalersi, sotto la supervisione del prefetto, di associazioni di cittadini non armati che, come spiega il Corriere, saranno composte “prevalentemente associazioni di


Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto anti-stupri, che contiene le “misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale”. Il decreto, tra l’altro, istituzionalizza le ronde: i sindaci potranno avvalersi, sotto la supervisione del prefetto, di associazioni di cittadini non armati che, come spiega il Corriere, saranno composte “prevalentemente associazioni di ex agenti di polizia, carabinieri, forze armate e altri corpi dello Stato”.

Le ronde, è stato sorprendentemente necessario specificare nel testo, non potranno essere armate. Una specificazione però necessaria, visti alcuni casi che si sono verificati in Italia, con gente priva di qualsiasi autorizzazione che girava con pistola alla fondina, auto con lampeggiante e uniformi militari con tanto di gradi e mostrine.

Igor Man, su La Stampa, scrive di Apprendisti stregoni della paura: Vortica nell’aria nostra una sorta di peronismo alla amatriciana, occorre dunque vivisezionare quanto ci dicono i soliti apprendisti stregoni che invocano «legge e ordine». E c’è un modo egregio di farlo: leggere, ascoltare, riflettere. Sceverare il grano dal loglio. Vedere se le parole corrispondano ai fatti, oppure cerchino di contrabbandare leggi all’apparenza benefiche ma in fatto repressive, lucide anticamere dello Stato autoritario.

Non so se il rischio sia quello di una deriva autoritaria, ma la questione ronde solleva più di un interrogativo. Le pattuglie di volontari non avranno armi improprie, ma nella categorie non rientrano le cinture, gli spray urticanti e altri strumenti che possono determinare una degenerazione dell’iniziativa. Inoltre, ronde formate da ex agenti ed ex militari non hanno certo bisogno delle armi per rischiare di trasformarsi in spedizioni punitive prive di controllo.

Non solo. Quanto dureranno questi controlli svolti da volontari? Fino a quando non sarà finita l’emergenza? Ma i dati, le statistiche, dicono davvero che siamo in emergenza? Ed è proprio vero che mancano gli agenti per controllare il territorio? Affidare la soluzione del “problema sicurezza” alle ronde non sembra una soluzione. C’è un motivo se lo Stato delega il ruolo del controllo e della sicurezza alle forze armate e a quelle di polizia: hanno (o dovrebbero avere) un addestramento e una capacità di autocontrollo adeguate. Delegare ai volontari il controllo del territorio è sbagliato e rischioso, oltre ad essere del tutto inefficace.

Se esiste un problema sicurezza, che di certo non si ferma agli stupri ma riguarda molti altri gravi reati, spetta al ministero dell’interno intervenire rapidamente e con tutti i mezzi necessari, una volta individuate cause, responsabilità e reale incidenza dei diversi fenomeni andando oltre il clamore di un allarmismo e di una urgenza che non può essere il motore di tutti gli atti di un governo. Di qualsiasi colore esso sia.

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