Eccellenza: derby veneto, tra sogno e incubo

La sfida tra Padova e Rovigo – finale di un anno fa – vale un posto ai playoff e in Europa.

Un anno fa si giocavano il titolo italiano, oggi in palio c’è – forse – anche di più. Padova e Rovigo, infatti, si sfideranno questo fine settimana in un derby fratricida. Chi vince va ai playoff, chi perde – al 90% – è fuori. E sarebbe un dramma, non solo sportivo.

I campioni in carica del Petrarca Padova e i finalisti di un anno fa del Femi-Cz Vea Rovigo si sfideranno in casa dei tuttineri per staccare il biglietto per le semifinali. Ormai certi Calvisano e Cavalieri Prato, infatti, i due posti rimanenti se li giocano le tre formazioni venete. Padova e Rovigo, appunto, insieme al Mogliano.

Al momento i rossoblu hanno un punto di vantaggio sulla coppia alle loro spalle, ma quel bonus potrebbe non bastare. Anche perché Mogliano – in uno stato di grazia nelle ultime settimane – va a far visita a un San Gregorio ormai virtualmente retrocesso, che si affida all’affaire Aironi per sperare in un ripescaggio, ma che avrebbe bisogno di un vero miracolo per salvarsi. Il XV di Casellato, dunque, ha nelle proprie mani il suo destino. Vincendo sarebbe certamente ai playoff, perdendo dovrebbe portare a casa il bonus e tifare Rovigo.

Non dovranno e non potranno, però, fare calcoli Padova e Rovigo. Chi vince il derby veneto è in semifinale, chi lo perde al 90% è fuori. Gli ospiti si presentano con molti infortunati, il rischio di non avere Van Niekerk per squalifica, e uno stadio che sarà tutto per i padroni di casa. I campioni in carica, però, arrivano da un periodo tutt’altro che convincente, hanno vinto di misura con i Crociati e appaiono aver perso la bussola. Sarà sfida vera, cui è difficile fare un pronostico.

Un pronostico facile, invece, riguarda il futuro di chi perderà. I playoff mancati, infatti, significano anche niente Europa. Niente Challenge Cup significa niente soldi extra da mettere in bilancio per l’anno prossimo. Significano un buco significativo per due formazioni che avevano le semifinali – e l’Europa – come obiettivo minimo stagionale. Non centrarlo sarebbe un dramma, insomma. E visto il periodo di crisi, non solo sportivo.

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