Cisgiordania: Israele accelera con le demolizioni delle abitazioni palestinesi

Ondata di demolizioni di case palestinesi in Cisgiordania. L’Onu condanna, ma Israele prosegue indisturbata

Le Nazioni Unite condannano l’incremento delle demolizioni di abitazioni palestinesi in Cisgiordania da parte di Israele. Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), più di 450 case sono state abbattute nel primo trimestre del 2016 e più di 600 persone sono state costrette al trasferimento forzato.

A sua volta un’altra agenzia Onu, Unrwa, che si occupa dei rifugiati palestinesi, segnala che l’ultima serie di demolizioni israeliane su larga scala a Um al-Khair, sempre in Cisgiordania, ha prodotto una situazione insostenibile tra le comunità beduine. Ed ha ricordato che Israele usa parte del deserto del Negev per testare armi nucleari e per smaltire i rifiuti nucleari del suo impianto nucleare di Dimona, senza essere monitorato dalla Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica).

Tel Aviv, per parte sua, sostiene che le costruzioni sono abusive, costruite senza i permessi necessari. E, in un recente discorso alla Knesset (Parlamento), il generale Yoav Mordechai ha detto che sulla sua scrivania ci sono circa 11 mila ordini eccezionali di demolizione.

L’Onu fa presente anche che tra il 2012 e il 2015 c’è stata una media di 50 demolizioni al mese. Ma durante i primi tre mesi di quest’anno è salita a 165. Beduini, piccoli agricoltori e allevatori sono trasferiti in maniera coatta, andando così contro il diritto internazionale. Gli sfollati sono tutti costretti a far fronte alla perdita di case, magazzini, cantieri e perfino di scuole.

L’ondata di demolizioni è fortemente voluta dai coloni, che sostengono il governo conservatore di Benjamin Netanyahu, nel quale è presente anche la forza ultra-nazionalista Casa Ebraica. Questa formazione politica ha come ragione sociale quella di difendere i 600 mila insediamenti colonici situati in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha espresso preoccupazione per l’aumento delle demolizioni perché “mina la soluzione dei due Stati”. Ma ormai è chiaro che i richiami dell’amministrazione Obama non hanno alcun effetto sulle scelte di Netanyahu, che è andato allo scontro frontale con Washington dopo la ratifica dell’accordo sul nucleare con l’Iran.