Riforme costituzionali, via libera della Camera con 361 voti

Al via le operazioni di voto alla Camera per le riforme costituzionali all’indomani del discorso conclusivo di Matteo Renzi.

19.25 – Arrivano le prime dichiarazioni e i primi commenti sui social al voto di quest’oggi che ha dato il via libera alle riforme costituzionali.

Maria Elena Boschi, il Ministro artefice del Ddl esulta su Twitter:

Dopo due anni di lavoro ,il Parlamento ha dato il via libera alla riforma costituzionale! Grazie a quelli che ci hanno creduto #lavoltabuona

Un entusiasmo condiviso da Matteo Renzi che parla di “giornata storica per l’Italia”, di politica “credibile e seria” e del prossimo passo: il referendum di ottobre. L’euforia del Presidente del Consiglio è straripante:

“un passaggio importante per la politica che dimostra di essere seria. Meno politici meno soldi alle regioni, più chiarezza nel rapporto tra Stato centrale e il territorio. Si tratta di un gigantesco passo in avanti per la credibilità delle istituzioni”.

Anche la minoranza Pd di Speranza e Cuperlo fa sentire la sua voce con una nota chiedendo che il referendum di ottobre non trasformi “un confronto sul merito in un plebiscito su una politica, una leadership o una nuova maggioranza di governo”. Insomma la sinistra Pd non vuole che il referendum diventi l’occasione per un plebiscito su Renzi.

Nessuno però batte Renato Brunetta in quanto a doti divinatorie:

“Per fortuna il popolo avrà diritto di dire “no”. Questo articolo, il 138 della Costituzione che prevede il referendum è stato davvero una saggia uscita d’emergenza voluta dai padri costituenti”.

18.00 – Con 361 voti favorevoli e 7 contrari, la Camera ha approvato. La seduta è tolta. Il DDL Boschi, secondo quanto stabilito dall’articolo 138 della costituzione, sarà ora sottoposto a referendum popolare, in programma per il prossimo ottobre.

17.55 – Dopo le dichiarazioni di voto, la Presidente della Camera Laura Boldrini ha ufficialmente dato il via alle operazioni di voto.

12 aprile 2016 – É iniziato alle 15, dopo la discussione generale di ieri, l’esame della riforma costituzionale alla Camera, coi deputati di M5S presenti in Aula solo per l’intervento del deputato Danilo Toninelli e quelli di Lega Nord grandi assenti, come confermato da Massimiliano Fedriga, capogruppo Lega alla Camera:

Non saremo complici di renzi e del suo governo che usa questo testo, per altro incostituzionale, per fare passerella politica.

Al voto non prenderanno parte nemmeno i deputati di Sinistra Italiana, come sottolineato oggi dal capogruppo Arturo Scotto:

Sinistra Italiana interverrà in dichiarazione di voto ma non parteciperà alla votazione finale sulla riforma costituzionale. Il governo e il Partito Democratico hanno voluto riformare la Costituzione da soli e da soli voteranno questo testo. […] È una riforma che pone un uomo solo al comando addirittura al di sopra della stessa Costituzione, che potrà disporre del Parlamento a sua immagine e somiglianza e che riduce lo spazio del pluralismo. È una riforma che segna una svolta negativa per il Paese. Ci vedremo al referendum di ottobre quando la parola passerà ai cittadini e questo testo sarà bocciato dal voto popolare.

Potete seguire i lavori in diretta a questo indirizzo.

Renzi, referendum costituzionale: “Se non c’è consenso popolare ne trarrò conseguenze”

19.49 – Ecco cosa ha detto il premier alla Camera, che sta discutendo l’approvazione definitiva sulle riforme costituzionali:

“Vorrei confermare e ribadire quanto detto nei mesi scorsi: la nascita di questo governo è dovuta al fatto che il precedente era in una condizione di stagnazione, l’accettazione dell’incarico era subordinata all’impegno a realizzare una serie di riforme nel momento in cui non vi fosse il consenso popolare è principio di serietà trarre conseguenze

Matteo Renzi ribadisce quanto detto ai giornalisti: se il referendum sulla riforma verrà bocciato presenterà le dimissioni.

Alle opposizioni che hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta, il premier ha detto:

“Oggi vince la democrazia, scappare dal dibattito è indice di povertà sui contenuti […] Si può essere d’accordo o meno con il lavoro del Parlamento ma ciò che deve essere chiaro è che oggi vince la democrazia che non si chiama ostruzionismo o fuga dall’Aula ma si chiama confronto e discussione e poi espressione libera e democratica di voto. Sostenere che vi sia stata una lesione della democrazia perché oggi il Parlamento sceglie di modificare la Costituzione secondo le regole previste, significa confrontarsi con chi non ha letto la Costituzione e pensare che gli italiani non siano in grado di valutare o capire se questo tipo di percorso è corretto o no”

Infine, sul referendum costituzionale, Renzi promette battaglia: “io la farò a viso aperto con determinazione, convinzione, tenacia e tutta l’energia di cui sono capace”.

18.35 – Il premier Matteo Renzi è arrivato alla Camera. Qui ha scambiato qualche battuta con i giornalisti, ribadendo che al referendum sulla riforma costituzionale “basta vincere”. Ed ha aggiunto: “mi gioco tutto”. Dunque, il primo ministro è tornato a far intendere, come aveva già fatto in passato, che si dimetterà in caso di sconfitta alla consultazione referendaria di ottobre.

Intanto, le opposizioni vorrebbero far slittare il voto. E Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Forza Italia hanno scelto di uscire all’Aula al momento dell’intervento di Renzi sulla riforma costituzionale.

La richiesta di convocazione di una capigruppo, che abbia l’obiettivo di decidere un rinvio, è stata avanzata prima da Arturo Scotto (Si), poi da Michele Dell’Orco (M5s) e infine da Renato Brunetta (FI). Questa mossa rende molto incerto un possibile via libera dell’Assemblea già nella giornata di domani. A tale proposito, bisogna tener presente che per le dichiarazioni di voto finali non è contemplato nessun contingentamento dei tempi. Dunque, le opposizioni hanno la possibilità di iscriversi in massa a parlare per far slittare il voto.

Renzi: “Oggi giornata storica per le riforme”. E sulle intercettazioni: “Non si cambia”

11 aprile 2016Matteo Renzi questa mattina si è alzato presto ed è stato subito molto attivo sui social network, in particolare su Twitter. Ieri il suo unico intervento social è stato per le ragazze della Pomì Casalmaggiore che hanno vinto la Champions League di pallavolo femminile, alle quali ha fatto i complimenti sia su Facebook sia su Twitter, e non ha commentato nemmeno l’intervista che ha rilasciato al Tg5 e nel corso della quale, abbronzatissimo, ha parlato di intercettazioni spiegando che il suo governo non ha intenzione di modificare la legge, aggiungendo che però preferirebbe non vedere “certi pettegolezzi” sui giornali.

Stamattina, invece, Renzi, dopo aver risposto ai tweet di un giornalista de Il Post e del Ceo della Galleria di Belle Arti di Como, ha scritto:

“Giornata storica oggi per le riforme costituzionali. Ma prima a Verona: aziende, JobsAct, #Vinitaly2016
Grinta e coraggio #italiariparte”

Il Premier si riferisce alla riforma costituzionale che oggi torna in Aula per l’ultima lettura parlamentare prima dell’approvazione definitiva. Si tratta della sesta lettura del disegno di legge di riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione voluta dal governo Renzi.

Il Presidente del Consiglio interverrà in Aula oggi pomeriggio per replicare alla discussione generale che avrà luogo fino alle ore 11 di stamattina.

Poi, come annuncia nel tweet, Renzi sarà preso da altre cose, in particolare dalla sua visita a Verona: oggi, infatti, sarà ospite di Vinitaly, dove ieri c’è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che, parlando di vini, è stato frainteso da Matteo Salvini che ha scatenato una polemica sui migranti, insensata visto il contesto, rimediando una figuraccia.