G7 in Giappone: “Gli USA non si scuseranno per Hiroshima e Nagasaki”

Parte ufficialmente il G7 di Hiroshima. Si discuterà di nucleare, terrorismo, sicurezza e migranti. Per l’Italia c’è Gentiloni

20.30 – John Kerry, in queste ore a Hiroshima per il vertice G7, non si scuserà a nome degli Stati Uniti per il bombardamento atomico del 6 agosto 1945. A confermarlo ci ha pensato un ufficiale degli USA che sta accompagnando il Segretario di Stato nella sua visita giapponese:

Se mi stai chiedendo se il segretario di Stato sia venuto a Hiroshima per chiedere scusa, la risposta è no. Se mi state chiedendo se il Segretario di Stato – e credo tutti gli americani e i giapponesi – sia dispiaciuto per le tragedie che hanno colpito alcuni nostri connazionali, la risposta è sì.

15.00 – Aperto ufficialmente il G7 di Hiroshima. Al vertice prenderanno parte i ministri degli Esteri delle economie più sviluppate del mondo. Per il l’italia è presente il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni.

Nella due giorni di riunioni, saranno affrontati questioni molto importanti. Dal disarmo nucleare, inclusa la questione della Corea del Nord, al terrorismo, dalle crisi in Libia e Siria all’emergenza migranti e sicurezza. E forse sarà toccato anche il tema delle isole contese tra Cina e Giappone.

Il ministro degli Esteri giapponese, Fumio Kishida, nel corso della cerimonia di apertura ha dichiarato: “Mi auguro che un forte messaggio di pace, stabilità e prosperità possa essere mandato al mondo dalla riunione di Hiroshima”. La cerimonia ha visto la tradizionale rottura della botte di sake.

Al vertice partecipa, naturalmente, anche il Segretario di Stato Usa, John Kerry, che non potrà non fare un accenno al fatto che il vertice è celebrato proprio ad Hiroshima, città portuale dove venne sganciata la bomba atomica il 6 agosto 1945. Domani il politico americano si recherà al Parco della Pace e al Museo dell’Atomica: sarà l’esponente più alto in grado di un’amministrazione statunitense in carica a far visita ai luoghi della memoria dell’olocausto nucleare.

All’evento partecipano i capi delle diplomazie di Stati Uniti, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada e Ue (c’è l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini).