Caso Regeni: Gentiloni richiama l’ambasciatore al Cairo

Salta la collaborazione Italia-Egitto sul caso Regeni e la Farnesina richiama l’ambasciatore. E’ crisi diplomatica?

Italia ed Egitto sull’orlo di una crisi diplomatica? E’ presto per dirlo, ma intanto, dopo il fallito vertice di Roma sul caso Regeni, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha richiamato l’ambasciatore italiano a Il Cairo, Maurizio Massari. Il titolare della Farnesina è stato di parola. Il 5 aprile scorso, riferendo al Parlamento, prima della missione delle autorità egiziane, aveva promesso misure straordinarie se non ci fossero stati significativi sviluppi sulla vicenda della morte del ricercatore italiano.

La collaborazione tra Il Cairo e Roma è difatti interrotta. Gli inquirenti italiani sono stati costretti a prendere atto del fatto che il dossier egiziano, sebbene corposo, non contiene gli elementi richiesti. Non ci sono i tabulati delle utenze riferibili a egiziani presenti a Il Cairo nel gennaio scorso (quando Regeni è sparito in circostanze non chiare) e non ci sono nemmeno i filmati delle telecamere della metro e del quartiere dove viveva il ricercatore.

La Farnesina ha pubblicato una nota in cui spiega le motivazioni del ritiro dell’ambasciatore: “la decisione fa seguito agli sviluppi delle indagini sul caso Regeni e in particolare alle riunioni svoltesi a Roma ieri e oggi tra i team investigativi italiano ed egiziano. In base a tali sviluppi si rende necessaria una valutazione urgente delle iniziative più opportune per rilanciare l’impegno volto ad accertare la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Gentiloni anche il premier Matteo Renzi, che twitta: “Dopo esito incontri magistrati a Roma, Italia ha deciso formalmente di richiamare per consultazioni Ambasciatore”.

Già alla viglia del vertice era facile intuire che il dossier non avrebbe portato a delle svolte. In sostanza, il documento ha ripercorso tutte le varie fasi delle indagini, già finite in pasto alla stampa, ma non ha incluso gli elementi che si attendeva procuratore capo, Giuseppe Pignatone.

Il senatore Pd, Luigi Manconi, che si sta spendendo molto nella vicenda Regni è intervenuto su quanto accaduto oggi. A inBlu Radio ha ribadito “al momento non abbiamo alcuna garanzia sulla buona fede dell’Egitto”. E prima che fosse diffusa la notizia della decisione di Gentiloni, si è pronunciato su su un possibile richiamo dell’ambasciatore: “il richiamo, e non il ritiro, dell’ambasciatore italiano in Egitto significa una temporanea interruzione dell’attività. Questa è una condizione elementare per far intendere all’Egitto che facciamo sul serio. In diplomazia il richiamo dell’ambasciatore non è un richiamo di guerra ma una forma aspra di dialogo. Questo registro superiore di dialogo diplomatico deve essere subito attuato”.

Sì ma fino a che punto potrà spingersi il governo, soprattutto dopo i tanti accordi economici ratificati tra Italia e Egitto? Staremo a vedere. Certamente, nel paese di Al-Sisi, il caso Regni non sembra una priorità. Oggi tutti i giornali locali davano spazio alla visita del sovrano saudita, re Salman, e pochissima alla missione di Roma.

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