Usa 2016: Rudolph Giuliani (‘il sindaco d’America’) si schiera con Trump

Giuliani appoggia Trump alle primarie di New York. Il magnate trova una sponda importante nel Partito Repubblicano

“Sostengo Trump e lo voterò”. Rudy Giuliani, ex primo cittadino di New York, conosciuto anche come “il sindaco d’America” per la gestione della crisi dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre, ha deciso di appoggiare Donald Trump. Non si tratta di un vero e proprio endorsement per la Casa Bianca, ma più che altro della manifestazione di un’intenzione di voto per il tycoon in occasione delle prossime primarie dello Stato di New York. E per il candidato del partito dell’elefantino alle presidenziali è un decisamente un punto a favore, visto che quasi tutto l’establishment repubblicano si è schierato contro di lui.

La dichiarazione di voto è arrivata nel corso di un’intervista al New York Times. Ivi, Giuliani ammette che ci sono cose del programma di Trump su cui è molto scettico, ma allo stesso tempo rivela che le proposte del magnate in materia di sicurezza, immigrazione ed economia sono interessanti.

Giuliani è una personalità molto stimata tra i repubblicani, e ancora oggi è molto amato da una parte dell’elettorato. A conferirgli tanta notorietà non è stata solo la gestione post 11 settembre, ma anche i risultati convincenti ottenuti nella lotta al crimine. Per Trump, il suo appoggio appare come una grande spinta in vista delle primarie di New York. E, infatti, subito dopo le parole pronunciate dall’ex sindaco della Grande Mela, il politico repubblicano ha commentato: “Hanno tutti un grande rispetto per Rudy Giuliani e questo è davvero un grande onore”.

Era da molto tempo che le primarie di New York non assumevano un ruolo così importante, sia in campo democratico sia in campo repubblicano. In genere, ad aprile, i nomi dei candidati per le presidenziali erano già decisi. Ma la competizione per Usa 2016 ha dei tratti molto particolari, ed è probabile che fino a luglio i giochi saranno ancora aperti.

Giuliani evidenzia che Trump ha bisogno di ottenere una vittoria consistete (in palio nello Stato di New York ci sono 95 delegati). In questo modo, alla convention di Cleveland di luglio, il Partito Repubblicano non potrà imporre un nome alternativo.

Infine, segnaliamo che chi fa notare a Giliani che Trump ha avuto delle uscite un po’ eccessive, l’ex sindaco di New York replica: “E ‘un negoziatore aggressivo. Se (ad esempio ndr.) ha minacciato il ritiro della Nato è solo per ottenere un accordo migliore “.

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