Francia, prostituzione: il Parlamento approva le multe per i clienti. “1500 euro se colti in flagrante”

Il Parlamento francese decide di multare i clienti delle prostitute. Proteste del Sindacato del lavoro sessuale

Il Parlamento francese, dopo due anni e mezzo di discussione, ha approvato una nuova legge sulla prostituzione. La norma prende come modello la legislazione svedese, che contempla multe molto salate per i clienti. L’iniziativa dei deputati transalpini, però, non ha convinto tutti: non sono mancate le polemiche e le proteste.

Secondo il testo della legge, i clienti che verranno colti in flagranza con una prostituta dovranno pagare un’ammenda pari a 1500 euro, mentre il magistrato può imporre loro uno stage “di sensibilizzazione sulle condizioni della prostituzione”. Se il cliente si mostrerà recidivo, dalla seconda volta in poi dovrà sborsare allo Stato 3700 euro. A ciò si accompagna il reato di “adescamento”, introdotto dall’ex presidente Nicolas Sarkozy nel 2003, che prevede per le prostitute una multa da 3750 euro e fino a due anni di carcere.

Così la Francia, sulla scia di Svezia, Islanda e Norvegia, ha scelto di penalizzare i clienti delle prostitute. La legge è stata voluta dalla deputata socialista Maud Olivier, che si è messa contro anche alcuni esponenti del suo partito. La norma contempla anche degli incentivi finalizzati a far uscire le prostitute dal giro. Per questa ragione è stato creato un fondo che sostiene chi vuole cambiare vita: sono previsti inzilamente 4,8 milioni di euro all’anno.

Su quest’ultimo punto sono stati sollevati i primi rilievi. Le prostitute in Francia sono circa 30 mila e il fondo appare troppo esiguo. Inoltre, c’è un altro aspetto che ha sollevato polemiche. Il 90% delle prostitute in Francia sono straniere (in maggioranza clandestine), e la norma prevede che le donne senza permesso di soggiorno potranno avere delle facilitazioni per ottenerlo nel caso in cui si impegnino “in un percorso di inserimento sociale e professionale”.

Sebbene alcune associazioni che difendono i diritti delle donne abbiano accolto con favore la legge, c’è chi invece l’ha criticata. Yannick Le Bihan, coordinatore delle attività di Médecins du monde, ritiene infatti che il provvedimento penalizzi le prostitute: “saranno obbligate a esercitare in condizioni più difficili, più precarie, in luoghi più isolati”. E la portavoce dello Strass, il Sindacato del lavoro sessuale, in relazione alle multe per i clienti, chiede provocatoriamente: “Creare un’infrazione penale per una vendita lecita, che senso ha dal punto di vista giuridico?”.

Mercoledì pomeriggio, lo stesso Strass ha indetto una manifestazione davanti all’Assemblea Nazionale. Le prostitute, per l’occasione, hanno mostrato striscioni e gridato slogan contro l’azione legislativa dei parlamentari.