Matteo Renzi a Napoli contestato, ma promette: “Bonifica a Bagnoli entro il 2019”

L’arrivo di Matteo Renzi a Napoli è stato accolto da un corteo non autorizzato che ha portato a scontri e tafferugli con le forze dell’ordine. Alla fine della riunione ha promesso che l’area di Bagnoli sarà bonificata entro il 2019.

20.18 – AL termine della riunione in Prefettura a Napoli, il Premier Matteo Renzi ha detto che la bonifica dell’area di Bagnoli sarà ultimata entro il 2019 e ha aggiunto:

“Azioni immediate al via già quest’anno, a gennaio 2017 la rigenerazione e dalla fine del 2017 le infrastrutture”

Il Presidente del Consiglio ha anche detto che ci sarà una gara europea, ma che saranno ascoltati i napoletani, poi ha concluso con

“un abbraccio a chi protesta e un sorriso ai gufi dico che Bagnoli lo portiamo a termine. Qui ci giochiamo la faccia della politica”

17.40 – Gli attivisti di di Bagnoli Libera, nel corso dell’assemblea presso la Galleria Umberto I, hanno chiarito i motivi della protesta di oggi a Napoli. Ne dà conto JulieNews:

Il messaggio è chiaro: oggi da Napoli inizia la grande battaglia contro il governo Renzi e contro le sue politiche di macelleria sociale. […] Parte da Napoli la sfiducia dal basso al governo Renzi, noi diciamo no al jobs act che ha precarizzato il mondo del lavoro, diciamo no alla cabina di regia su Bagnoli che per noi è illegittima. […] Bloccheremo noi Bagnoli ma non lo faremo dandola in mano a chi ha inquinato quella terra come Fintecna e Caltagirone dove Renzi oggi si è rifugiato.

Il vertice presso la prefettura, intanto, dovrebbe iniziare tra pochi minuti.

17.35 – Matteo Renzi, a poco più di un’ora dal suo arrivo a Napoli, ha confermato via Facebook di aver fatto visita al carcere di Nisida:

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Ho deciso di iniziare la mia visita a Napoli da Nisida, il carcere minorile di questa meravigliosa città. Un luogo…

Posted by Matteo Renzi on Wednesday, April 6, 2016

17.00 – I manifestanti, mentre Renzi prosegue la visita lampo in città, si sono radunati alla Galleria Umberto per un’assemblea e conferenza stampa che servirà a fare il punto della situazione.

16.30 – Matteo Renzi è ufficialmente arrivato a Napoli, accompagnato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal Sottosegretario di Stato al Ministero della giustizia Gennaro Migliore. La breve visita napoletana è iniziata nel carcere di Nisida e proseguirà poi presso la redazione de Il Mattino di Napoli prima di raggiungere la Prefettura per il vertice.

Piazza del Plebiscito, al momento, resta aperta al pubblico, anche se le forze dell’ordine stanno presidiando l’intera area e controllando i passanti ai varchi.

15.10 – Il corteo non autorizzato è stato momentaneamente disperso da parte delle forze dell’ordine, ma pare molto probabile che ci saranno nuovi tentativi di accentramento con due diversi obiettivi: raggiungere la sede de Il Mattino di Napoli, dove il premier Renzi dovrebbe arrivare per una visita intorno alle 16.00, e la sede della Prefettura in piazza del Plebiscito, dove alle 18 inizierà il vertice in presenza del Presidente Del Consiglio.

14.00 – La partecipazione del premier Matteo Renzi a Napoli in occasione del vertice di oggi pomeriggio in Prefettura sulla rinascita dell’area ex Italsider del quartiere di Bagnoli, è stato accolto da oltre due mila manifestanti per un corteo composto, tra gli altri, da Comitati civici di Bagnoli, cassa integrati della Fiat, studenti e disoccupati, pronti a manifestare contro il Governo dalla tarda mattinata di oggi.

Il corteo, partito alle 11 da piazza Dante a Napoli, ha attraversato con difficoltà parte della città, cercando ove possibile di evitare i blocchi stradali imposti dalle forze dell’ordine, ma è stato soltanto nel primo pomeriggio, dopo le 14.30, che la situazione è degenerata dopo il passaggio nei Quartieri Spagnoli, con tafferugli tra i manifestanti e i militari.

I manifestanti si stavano dirigendo a piazza dei Martiri per raggiungere il lungomare, ma gli agenti hanno bloccato il passaggio e sono partiti lacrimogeni e sassaiole, con gli agenti in tenuta antisommossa che hanno fatto ricorso anche all’utilizzo dei cannoni ad acqua.

(in aggiornamento)