Il decreto banche è legge. Il Senato ha votato la fiducia

A Palazzo Madama 171 sì, 105 no e un solo astenuto.

Aggiornamento ore 19:18Il decreto banche è legge. Il Senato ha votato la fiducia con 171 sì, 105 no e un solo astenuto. Poiché il testo è stato approvato così come era uscito dalla Camera, senza altre modifiche, la navetta si ferma e dunque il decreto diventa definitivamente legge.

Decreto banche, il governo Renzi pone la fiducia in Senato

Mercoledì 6 aprile 2016 – La ministra per le Riforme e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha annunciato oggi nell’Aula del Senato che il governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto banche. Per quanto riguarda i tempi del voto, ovviamente, la decisione spetta alla conferenza dei capigruppo che si riunirà presto per stabilire la data.

Il testo su cui i senatori saranno chiamati a votare la fiducia sarà lo stesso che è stato approvato dalla Camera lo scorso 23 marzo, quando ottenne 274 voti a favore e 114 contrari. I deputati in quell’occasione votarono dopo che la stessa mattina avevano votato la fiducia su quel decreto (con 351 sì e 180 no). Il decreto contiene la riforma del credito cooperativo e la garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze.

Oggi quando Boschi ha annunciato la fiducia ci sono state le proteste delle opposizioni. Ricordiamo che anche alla Camera ci furono contestazioni, soprattutto da parte del MoVimento 5 Stelle, tanto che 42 deputati pentastellati furono oggetto di provvedimenti disciplinari. In particolare il M5S denuncia lo smantellamento delle Bcc (le banche di credito cooperativo) e parla di una “toppa” dello Stato “per le malefatte dei banchieri che vengono messe sul mercato sotto forma di cartolarizzazioni”.

Per i pentastellati è una reintroduzione dell’anatocismo per legge, mentre il Pd sostiene che l’emendamento sul divieto di anatocismo è una maniera del Partito democratico e che in Commissione ha ottenuto il voto favorevole di tutti i gruppi, mente il M5S si è astenuto.

Secondo il partito al governo il decreto rafforza il sistema bancario e lo rende più funzionale alla crescita dell’economia reale, tenendo conto anche delle esigenze di tutela dei cittadini nei rapporti con il mondo della finanza.

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