Usa 2016, Wisconsin: Sanders vince ancora. Cruz frena Trump

Primarie Wisconsin: Sanders prevale ancora su Clinton e pensa già a New York. Trump, sconfitto, rischia che gli venga negata la nomination a luglio

Nel campo democratico, Hillary Clinton è sempre in vantaggio per la nomination, ma Bernie Sanders continua a mordere. Ieri, l’esponente del partito dell’asinello si è aggiudicato un’altra primaria, in Wisconsin. Tra le fila dei conservatori, invece, ha prevalso Ted Cruz, frenando così l’avanzata di Donald Trump

Solo 10 giorni fa “Bernie il rosso” l’aveva spuntata anche a Washington, in Alaska e alle Hawaii. Lui conta di giocarsela fino alla fine, e Clinton dovrà mettercela tutta in vista delle consultazioni di New York, che si terranno fra due settimane. Questo Stato è il più grosso in termini di delegati e generalmente arriva troppo tardi per contare nelle elezioni americane. Ma non questa volta. La corsa alla Casa Bianca 2016, sia per i Democratici sia per i Repubblicani, non è accostabile ad esperienze del recente passato.

Sanders non si è rivelato un fenomeno effimero. Molto probabilmente non riuscirà ad avere la meglio su Hillary, anche perché negli Stati dell’America profonda viene guardato con sospetto. Ma c’è un pezzo di società americana che lo sostiene con molto entusiasmo. Innanzitutto i giovani, ma anche un pezzo di working class e classe media che preferisce l’economia reale alla finanza, che si oppone alle lobby, che pretende politiche ambientaliste.

Tutti gli analisti, quando il senatore del Vermont presentò la sua candidatura per le primarie democratiche, lo definirono sconfitto in partenza. Evidentemente non avevano colto che, dopo la crisi del 2009, una parte della società americana è cambiata, meno propensa a dare il suo voto al centro.

Ted Cruz, intanto, frena il ciclone Trump. Molto probabilmente il senatore del Texs non ce la farà ad ottenere più delegati del tycoon newyorchese, ma ormai il suo “compito” è un altro. L’obiettivo è quello di non far raggiungere la maggioranza assoluta al suo competitor. In questo modo, l’establishment del partito dell’elefantino potrà controllare la convention di Cleveland a luglio, imponendo un altro nome per la corsa alla Casa Bianca.

I Repubblicani sono convinti che Trump contro Clinton non ha chance di vittoria e per questo vogliono tenerlo sotto la soglia del 50%. Attenzione, però, il magnate ha in mente una mossa che potrebbe portare il suo partito a sicura sconfitta. Da giorni minaccia infatti di candidarsi da indipendente nel caso in cui gli fosse negata la nomination.

Anche per Trump lo Stato di New York sarà una prova decisiva. Dovrà impegnarsi per imporsi con un risultato largo. Non accadeva dai tempi di Franklin Delano Roosevelt che New York avesse così tanto peso nella scelta della classe dirigente degli Stati Uniti.

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