Turchia, violato database pubblico: 49 milioni di identità online

Server in Romania e sito con Ip finlandese per il gruppo di hacker che ha “bucato” il database pubblico turco

Nome, cognome, numero della previdenza sociale, nome della madre, nome del padre, genere, data e luogo di nascita, codice identificativo della Città e del Distretto e indirizzo completo di 49 milioni di cittadini turchi (quasi due terzi della popolazione) sono stati pubblicati da un gruppo di hacker che è riuscito a compiere il più grande leak di dati pubblici della storia.

La notizia non ha avuto l’eco che avrebbe meritato, perché coperta dal clamore suscitato dai Panama Papers, ma questa nuova operazione degli hacker è riuscita a “bucare” l’archivio statale e, attraverso un server ospitato in Romania e su un sito con indirizzo Ip finlandese, ha reso pubblici i dati di 49.611.709 fra cui quelli del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, del primo ministro Davutoglu e del ministro degli esteri Abdullah Gul.

Secondo le prime indagini l’azione di hacking potrebbe essere partita dall’Islanda.

I dati contenuti nel database sono quelli necessari per fornire servizi pubblici, gestire l’imposizione fiscale e creare liste elettorali.

Gli hacker hanno rivendicato la loro operazione sottolineando come “dietro le ideologie, il clientelismo e l’aumento dell’estremismo religioso in Turchia” vi sia una “infrastruttura tecnica fatiscente e vulnerabile”. Nel loro messaggio gli hacker hanno invitato gli Stati Uniti a fare qualcosa contro il presidente turco Erdogan.

Nell’aprile dello scorso anno alcuni hacker riuscirono ad avere accesso alle informazioni di 22 milioni di abitanti, il colpo degli scorsi giorni, però è decisamente più grosso: in America furono violate circa il 7% delle identità, in Turchia sono stati esposti quasi due terzi (il 65%) degli abitanti del Paese.

Via | The Guardian