Chiesto il rinvio a giudizio per Vincenzo De Luca

Nell’ambito di un’inchiesta su una variante urbanistica a Salerno, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per il governatore della Campania

I pubblici ministeri, a due mesi e mezzo dalla notifica di un avviso garanzia per falso in atto pubblico, hanno chiesto il rinvio a giudizio per Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania. La vicenda risale a quando l’esponente del Partito Democratico era sindaco di Salerno.

Le indagini degli inquirenti si sono concentrate sulla variante al progetto di piazza Libertà, opera di riqualificazione urbanistica della zona di Santa Teresa. Il valore della variante era di 8 milioni di euro, e si sarebbe resa necessaria per far fronte a possibili imprevisti di carattere tecnico e geologico.

Come riporta il quotidiano Il Mattino, sono finite nel registro degli indagati altre 26 persone. Fra queste ci sono ex amministratori locali che oggi sono in Consiglio regionale. Si tratta del presidente della commissione trasporti, Luca Cascone, del presidente della commissione bilancio, Franco Picarone, del segretario dell’ufficio di presidenza, Vincenzo Maraio, e del consigliere regionale Aniello Fiore. Tutti eletti alle ultime consultazioni regionali in liste correlate a De Luca.

Ricordiamo che il progetto della variante urbanistica aveva innescato molte polemiche. Critici furono soprattutto gli ambientalisti per le opere riguardanti il fiume Fusandola, che scorre nella zona.

Infine, segnaliamo che il reato di falso in atto pubblico è contestato anche a membri della giunta comunale in carica nel 2010. Mentre dirigenti comunali, tecnici e imprenditori sono accusati a vario titolo di turbativa d’asta e peculato.

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