Venezuela: Maduro pronto al veto sull’amnistia per i “prigionieri politici”

Maduro giura che non promulgherà l’amnistia. Ma forse dovrebbe valutare l’ipotesi di un compromesso

Il Parlamento del Venezuela, dove l’opposizione anti-chavista è in maggioranza, ha dato il suo assenso alla legge di amnistia per i “prigionieri politici”. La norma riguarda 110 persone, fra i quali il leader di Voluntad Popular, Leopoldo Lopez (condannato per le violenze del 2014, 43 morti e oltre 800 feriti).

Il presidente Nicolas Maduro, che i media occidentali danno sempre come più isolato, ha già detto che porrà il veto alla norma, perché si tratta di “una legge che promuove la violenza”. E il delfino del presidente, a votazione ancora in corso, parlando a reti unificate, ha ribadito che il Parlamento sta “approvando una misura per tutelare assassini, criminali, narcotrafficanti e terroristi”. Ed ha aggiunto: “È bene che se ne renda conto la destra nazionale e internazionale: le leggi per proteggere i terroristi e i criminali non passeranno”.

Tra i possibili beneficiari dell’amnistia, ci sono anche i commissari di polizia che appoggiarono il colpo di Stato nel 2002 contro Hugo Chavez. Ricordiamo che il golpe fallito, appoggiato dalla vecchia classe dirigente e forse da settori influenti della società statunitense, si prefiggeva di deporre il presidente democraticamente eletto e di cambiare il quadro istituzionale.

La legge, per essere applicata, dovrà ora essere ratificata dall’esecutivo. Maduro ha dieci giorni per rivederla e renderla cogente. Se il presidente non dovesse pronunciarsi, il Parlamento ha facoltà di farla passare. Ma sarà comunque il Tribunale supremo di Giustizia (Tsj) (ritenuto alleato di Maduro) a dire l’ultima parola sulla costituzionalità della norma.

Intanto la situazione economica nel paese non migliora, dopo il crollo del prezzo del petrolio. Non è escluso che l’opposizione, davanti ad un rifiuto di Maduro di promulgare la legge, non dia vita a manifestazioni di piazza. Forse l’unica cosa da fare per il presidente è quella di cercare un compromesso. Liberare parte dei manifestanti, arrestati durante le proteste organizzate da Lopez nel 2014, potrebbe essere una buon espediente per guadagnare tempo.