Domenico “Mimmo” Raccuglia: il video dell’arresto e le foto del covo

Dell’arresto del boss mafioso Domenico “Mimmo” Raccuglia, detto “u vitirinariu”, considera il numero due di Cosa Nostra, ci siamo ampiamente occupati ieri: è stato catturato in una palazzina di Calatafimi Segesta (Trapani) e tra i materiali sequestrati ci sono anche molti “pizzini”, coi quali Raccuglia avrebbe mandato ordini e comunicazioni. Inutile dire che gli inquirenti

Dell’arresto del boss mafioso Domenico “Mimmo” Raccuglia, detto “u vitirinariu”, considera il numero due di Cosa Nostra, ci siamo ampiamente occupati ieri: è stato catturato in una palazzina di Calatafimi Segesta (Trapani) e tra i materiali sequestrati ci sono anche molti “pizzini”, coi quali Raccuglia avrebbe mandato ordini e comunicazioni.

Inutile dire che gli inquirenti si sono subito messi al lavoro per decifrare quei bigliettini contenenti nomi e cifre di vario genere e, stando alle ultime notizie trapelate, sembra che siano già riusciti ad estrapolare quale dato utile.

E mentre Raccuglia, che era latitante da 13 anni, è in attesa del provvedimento per il carcere duro, gli esperti si interrogano su quello che accadrà ora. Innanzitutto cosa ci faceva Raccuglia, capo mandamento di Altofonte (Palermitano), nascosto in provincia di Trapani, gestita dal numero uno di Cosa Nostra Matteo “Diabolik” Messina Denaro?






Come sostiene Roberto Galullo sul Sole 24 Ore,

Verosimile che “Diabolik” abbia permesso la sua recente latitanza nel Trapanese in cambio di un “salvacondotto” per alcuni affari nel Palermitano e nelle zone cuscinetto tra le due province – a partire dal traffico di droga, appalti, racket ed estorsioni – dove Raccuglia era ancora un boss di primissimo livello. Un capo con il quale – anche nel recente passato – Matteo Messina Denaro si è scambiato favori con coperture reciproche di latitanti e con il quale ha partecipato nel tempo a comuni summit di mafia.

Non è escluso, quindi, che ora anche la zona gestita fino a qualche giorno fa da Raccuglia possa passare in mano a Diabolik. Verrebbe quasi da pensare che l’arresto non sia stato un caso fortuito.

Ma tra i probabili successori di Raccuglia c’è anche il palermitano Giovanni “tiramisù” Nicchi, 28 anni, che da anni è conosciuto nel territorio nel territorio, soprattutto per la lunga discendenza di mafiosi. Leggete qui se volete saperne di più.

Via | YouReporter e Ansa

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