Libia, Khalifa al-Ghwell non cede il potere a Fayez al-Sarraj

Il capo del Gnc continua a ostacolare il governo di al-Sarraj sostenuto dall’Onu.

Aggiornamento ore 20:45 – La situazione in Libia non è più così distesa come poteva sembrare questa mattina. Infatti Khalifa al-Ghwell ha diffuso una nota in cui ha smentito la cessione di potere dal suo esecutivo a quello di Fayez al-Sarraj che è a capo ddi Skhirat e sostenuto dall’Onuel governo nato dall’Accordo di Skhirat ed è sostenuto dall’Onu. Anzi, al-Ghwell invita tutti i suoi ministri a non dimettersi e ha detto:

“Chi applicherà le risoluzioni pubblicate dal cosiddetto Consiglio presidenziale sarà perseguitato dalla giustizia”

Mercoledì 6 aprile 2016 – Il governo del Gnc, il Congresso di Tripoli, guidato dal premier Khalifa al-Ghwell, ha annunciato ieri le proprie dimissioni e in serata una settantina di deputati del Gcn hanno dichiarato il proprio appoggio al governo di Fayez al-Sarraj, il premier designato, dichiarando anche lo scioglimento del Congresso che ora viene definito solo “Consiglio di Stato”. L’incontro dei deputati è stato presieduto da Saleh Makhzoum, vicepresidente del Gnc. Secondo un gruppo di deputati del Gnc che non ha partecipato alla riunione, quell’incontro è illegale.

Khalifa al-Ghwell ieri ha detto di aver deciso di “cessare le proprie funzioni esecutive, ministeriali e presidenziali per mettere fine allo spargimento di sangue e alla divisione del Paese”.

Ora resta ancora da ottenere il via libera dal Parlamento di Tobruk.
Intanto la comunità internazionale reagisce promettendo la riapertura delle ambasciate a Tripoli.

10 città manifestano il loro sostegno al premier al-Sarraj

Venerdì 1 aprile 2016 – Le municipalità di dieci città costiere nell’Ovest della Libia che si trovano tra Tripoli e la frontiera con la Tunisia hanno annunciato il loro sostegno al premier designato Fayez al-Sarraj. Queste dieci città finora erano controllate dal governo di Tripoli e sul loro account Facebook hanno fatto un appello ai libici:

“Queste municipalità si appellano a tutti i libici, di tutte le classi, di tutte le correnti e di tutti i partiti, per l’unità e la cooperazione, tutti insieme per sostenere il governo di unità nazionale per far uscire il Paese da questa pericolosa escalation”

Tra le dieci città che hanno firmato il comunicato le più importanti sono Sabratha, Sawya e Zuara.
Intanto a Tripoli circa trecento persone hanno espresso il loro sostegno al governo di unità nazionale e secondo Libya Herald Khalifa al-Ghwell avrebbe lasciato Tripoli per tornare nella sua città natale, Misurata, questo perché il consiglio degli anziani di Misurata avrebbe minacciato di destituire lo stesso Ghwell.

Oggi anche il Premier italiano Matteo Renzi è intervenuto sul caso Libia e su Twitter ha scritto:

“Sosteniamo tutti insieme lo sforzo del Governo di al-Sarraj, finalmente a Tripoli”

Libia, il premier al-Sarraj a Tripoli. Khalifa al-Ghwell gli scatena contro i rivoluzionari

Mercoledì 30 marzo 2016

Aggiornamento ore 21:35 – Il Congresso Libico (Gnc), il governo di Tripoli che non è riconosciuto dalla comunità internazionale, ed è guidato da Khalifa al-Ghwell, ha diffuso un comunicato in cui fa appello a tutti i rivoluzionari di schierarsi “contro questo gruppo di intrusi, che infiammerà la situazione a Tripoli e ci imporrà tutela internazionale”. Il riferimento è ovviamente al governo di Fayez al-Sarraj che proprio oggi è sbarcato nella capitale libica e ha proclamato l’inizio del suo incarico.

Gnc bolla come “illegale” l’ingresso di al-Sarraj a Tripoli e lo stesso Khalifa al-Ghwell in una conferenza stampa ha detto che al-Sarraj ha due possibilità: consegnarsi alle autorità o tornare a Tunisi.
Intanto a Tripoli ci sono stati degli scontri.

Aggiornamento ore 19:36 – Secondo quanto riportato da al-Jazeera, che ha trasmesso una breve dichiarazione di Fayez al-Sarraj, il governo libico di unità nazionale è entrato in carica.

Mercoledì 30 marzo 2016 – A Tripoli sono oggi arrivati via mare, a bordo di una nave, il premier designato della Libia Fayez al-Sarraj e gli altri membri del governo di riconciliazione nazionale che però deve ancora essere riconosciuto dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk.

Sarraj e gli altri membri del Consiglio di presidenza sono sbarcati nella base militare navale Abu Sittah, mancano solo Ali al Qatarani e Omar al-Aswad, i rappresentanti di Brega, che si sono autosospesi già da tempo.

Il capo della Commissione sicurezza, il colonnello Abdel Rahman al-Tawil, ha spiegato che all’operazione di rientro a Tripoli del governo designato non ha partecipato alcuna forza straniera e che in un primo momento era stata tentata la via area, ma ci sono stati degli ostacoli e nei pressi dell’aeroporto di Mitiga ci sono state diverse esplosioni provenienti da colpi di artiglieria anti-aerea sparati dalle milizie legate al governo non riconosciuto di Khalifa al-Ghweil. Per ora la base navale di Tripoli sarà la nuova sede del governo di al-Serraj, ma si cerca un’altra soluzione.

Le prime parole di al-Sarraj dopo l’arrivo a Tripoli hanno confermato l’intenzione del suo governo di lavorare sodo per unire i libici e ridurre le sofferenze che affliggono il popolo sia dal punto di vista della sicurezza, sia da quello economico. Poi ha aggiunto:

“È giunto il momento di lavorare come libici per la Libia, voltando pagina rispetto a ieri e guardando al futuro con uno spirito di tolleranza e di fiducia in Allah, perché la vendetta e l’odio non costruiscono niente”

La comunità internazionale ha accolto con soddisfazione lo sbarco di Sarraj e il suo governo nella Capitale libica. L’inviato dell’Onu Martin Kobler ha detto che si tratta di un passaggio importante nella transizione democratica libica verso la pace, la sicurezza e la prosperità, ma ha anche sottolineato che è urgente un “pacifico e ordinato passaggio dei poteri”.

Anche il premier italiano Matteo Renzi, che è in visita ufficiale negli Stati Uniti, ha commentato da Chicago:

“Ci auguriamo che il governo Sarraj possa ora lavorare nell’interesse della Libia e del popolo libico”

mentre il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto:

“È un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia. Sulla base della determinazione del premier Sarraj e del Consiglio presidenziale sono ora possibili nuovi progressi per il popolo libico. L’Italia è stata sempre in prima linea con numerose iniziative diplomatiche per l’obiettivo della stabilizzazione della Libia”

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