Belgio: “Pronti a bombardare lo Stato Islamico”. Bruxelles al contrattacco dopo gli attentati?

Il premier belga si dice pronto a bombardare l’Isis in Siria con gli F 16. Sarà una mossa corretta?

Charles Michel e John Kerry hanno appena tenuto una conferenza stampa congiunta a Bruxelles. E il primo ministro belga ha colto l’occasione per annunciare l’impiego di F-16 per bombardare il sedicente Califfato in Siria. La decisione dovrebbe essere una risposta agli attentati del 22 marzo.

Sui media si parla già di contrattacco, di gesto di orgoglio. Ma, almeno per quanto ci riguarda, non appare una grande mossa. La verità è che il governo belga è in forte difficoltà per la pessima gestione dell’intelligence e cerca consenso. Inoltre, il suo apporto alla coalizione internazionale anti-Isis non sarà così determinante.

Il governo di Bruxelles, come priorità, dovrebbe meditare sui suoi rapporti decennali con l’Arabia Saudita. Rapporti che hanno permesso la gestione delle moschee ai predicatori dell’odio. Ma è probabile che una discussione seria in merito verrà nuovamente rimandata, in Belgio così come in altri paesi europei.

In ogni caso, per dare il via libera alla missione militare in partnership con l’Olanda il Parlamento del Belgio dovrà dibattere sulla possibilità di ampliare il mandato degli F-16. Staremo a vedere come reagirà l’opinione pubblica alla notizia.